Unesco pensa fondo emergenza,risparmi per far fronte a tagli Usa

mercoledì 9 novembre 2011 16:24
 

PARIGI, 9 novembre (Reuters) - L'agenzia culturale delle Nazioni Unite progetta di tagliare i costi e lanciare un fondo di emergenza, dopo che il voto per consentire l'accesso a pieno titolo ai palestinesi ha spinto Usa e Israele a tagliare i finanziamenti.

Lo ha detto oggi il direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova, aggiungendo che l'organizzazione, che fra le tante cose promuove l'educazione globale e la libertà di stampa, ha un buco di 65 milioni di dollari nel budget 2011, ma deve ancora ricevere offerte da altre nazioni per farvi fronte.

"Porteremo avanti con forza il processo di riforma, faremo ogni risparmio possibile e cercheremo di ridurre i costi amministrativi. E' una buona opportunità per portare avanti la riforma dell'organizzazione", ha detto Bokova ai giornalisti nella sede dell'Unesco a Parigi.

L'Unesco - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione scientifica e culturale - si è trovata alle prese con la crisi finanziaria il mese scorso quando Washington ha tagliato il suo sostegno del 22% in seguito al voto sull'ingresso dei palestinesi.

La legislazione statunitense proibisce il finanziamento ad agenzie dell'Onu che garantiscano l'accesso a pieno titolo a gruppi che non sono riconosciuti a livello internazionale come stati.

Bokova, che ha assunto l'incarico di direttore generale due anni fa, ha detto che l'Unesco ha ricevuto centinaia di lettere di sostegno - alcune delle quali con delle donazioni - e sta lavorando a un piano per i finanziamenti.

"Lanceremo un fondo d'emergenza... creeremo questo fondo per (raccogliere) contributi da governi, dal settore privato, da cittadini e filantropi", ha spiegato Bokova.

Alla domanda se altri membri dell'Unesco come i ricchi stati del Golfo - che hanno sostenuto la membership per i palestinesi - si siano offerti di fornire la liquidità nell'immediato, Bokova ha risposto di no.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia