Berlusconi: dopo dimissioni "non mi candiderò più" - La Stampa

mercoledì 9 novembre 2011 08:07
 

ROMA, 9 novembre (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si dimetterà dopo l'approvazione della legge di Stabilità, come concordato ieri con il capo dello Stato Giorgio Napolitano, e non si ricandiderà alle prossime elezioni.

Lo scrive oggi il quotidiano "La Stampa", riportando le parole del premier in un colloquio col direttore Mario Calabresi.

"Appena sarà approvata la legge di stabilità mi dimetterò e, siccome non ci sono altre maggioranze possibili, vedo solo le elezioni all'inizio di febbraio, elezioni a cui non mi candiderò più", ha detto Berlusconi secondo il giornale.

"Il candidato premier del centrodestra sarà (il segretario del Pdl Angelino) Alfano, è accettato da tutti e sarebbe sbagliato bruciarlo adesso e immaginare un governo guidato da lui".

Era stata la Lega Nord a chiedere a Berlusconi di fare "un passo di lato" e di sostenere un nuovo esecutivo guidato appunto dall'ex ministro della Giustizia.

"Farò il padre fondatore del mio partito e magari mi rimetterò a fare il presidente del Milan", dice più avanti Berlusconi, aggiungendo però: "Beh, magari potrò dare una mano in campagna elettorale, quella è una cosa che mi è sempre riuscita benissimo".

Nel colloquio, il premier ricorda di essersi "impegnato con l'Europa" ad approvare le nuove misure anti-crisi, e si appella all'opposizione affinché le sostenga in Parlamento. Dopodiché, Berlusconi vede un'unica possibilità, quella del voto anticipato.

"Certo, il Capo dello Stato farà le consultazioni ma io non vedo maggioranze alternative possibili: da un lato io non intendo fare un governo con il Pd, non voglio certo chiudere andando con loro, dall'altro (il leader dell'Udc Pier Ferdinando) Casini ha detto chiaramente che un accordo con noi non gli interessa e allora la matematica mi dice che non ci sono altre strade", dice Berlusconi.

"Resta solo la via maestra, quella delle elezioni".   Continua...