8 novembre 2011 / 16:05 / 6 anni fa

PUNTO 1-Berlusconi ottiene 308 voti su Rendiconto, Pd chiede dimissioni

(Aggiunge altri dettagli)

ROMA, 8 novembre (Reuters) - La Camera dei deputati ha approvato il Rendiconto generale dello Stato per il 2010 con 308 voti a favore, numero inferiore alla maggioranza assoluta di 315.

Le opposizioni non hanno partecipato al voto con l'intento di far emergere la reale consistenza della maggioranza che sostiene il governo di Silvio Berlusconi.

Il presidente del Consiglio non ha alcun obbligo di dimettersi ma il voto è un campanello di allarme sulla tenuta della maggioranza che all'ultimo voto di fiducia del 14 ottobre aveva ottenuto 316 voti.

"Questo voto ha certificato, su un atto dirimente per la governabilità del paese, che il governo non ha la maggioranza", ha detto il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani.

Il segretario del Pd ha chiesto al premier di "prendere atto della situazione, dimettersi e affidare al capo dello Stato la ricerca di una soluzione per affrontare l'emergenza".

Il ministro della Difesa del Pdl Ignazio La Russa ha detto che i risultati ottenuti sul Rendiconto "lasciano aperta ogni valutazione sul futuro del governo" che "farà le sue valutazioni nelle prossime ore".

"Sicuramente il presidente Berlusconi parlerà con il presidente della Repubblica. Nessuno sottovaluta il voto di oggi ma l'opposizione continua ad avere un numero di voti inferiori ai nostri", ha aggiunto La Russa.

Reazione negativa dei mercati all'esito del voto alla Camera.

Alle 16,30 Piazza Affari, che era arrivata a guadagnare oltre tre punti percentuali, sale dell'1,3%. I volumi hanno registrato un'accelerazione, anche se non su livelli straordinari. Peggiora Mediaset , a -2,3% da -1,3% prima dell'esito del voto.

Lo spread fra i rendimenti dei titoli decennali di Italia e Germania si è allargato, a 492 da 477 punti base.

L'euro/dollaro si attesta a 1,3774/77 dopo un massimo di seduta a 1,3844.

"Tutti sappiamo che l'Italia corre il rischio reale nei prossimi giorni di non avere accesso ai mercati finanziari. Abbiamo un problema di credibilità di governo", ha aggiunto il leader del Pd.

Qualora il premier non dovesse lasciare, avvisa Bersani, "le opposizioni valuterebbero iniziative ulteriori perché così non possiamo andare avanti".

Berlusconi ha lasciato l'aula con la faccia scura e si è infilato nella saletta del governo senza dire una parola.

Dopo un breve incontro con il leader della Lega Umberto Bossi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, degli Esteri Franco Frattini e della Funzione pubblica, il premier si è recato a palazzo Chigi per una ulteriore riunione. Al momento sono presenti nel palazzo di governo con il premier il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, Maroni, il ministro Roberto Calderoli e il segretario del Pdl Angelino Alfano.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224210, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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