8 novembre 2011 / 12:53 / 6 anni fa

SINTESI-Governo non ottiene maggioranza, Berlusconi al Colle

* Su Rendiconto coalizione si ferma a 308 voti contro maggioranza di 315

* Incontro con Napolitano per confronto idee - fonte

* Pd chiede a Berlusconi di dimettersi

* Bossi gli ha suggerito di lasciare il passo ad Alfano (aggiunge incontro al Quirinale, dettagli)

di Giselda Vagnoni e Paolo Biondi

ROMA, 8 novembre (Reuters) - Silvio Berlusconi non è riuscito a ottenere la maggioranza della Camera oggi nel voto sul Rendiconto dello Stato rendendo ancora più incerto il futuro del suo governo e l‘attuazione delle misure promesse all‘Unione europea per rispondere all‘attacco dei mercati contro i titoli sovrani italiani.

Stasera il premier è a colloquio con Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “per un confronto di idee sul da farsi”, riferisce una fonte vicina al premier.

Alla domanda se Berlusconi si dimetterà, il leader della Lega ha risposto: “Deciderà cosa fare al Quirinale”.

La Camera dei deputati ha approvato il Rendiconto generale dello Stato per il 2010 con 308 voti a favore, numero inferiore alla maggioranza assoluta di 315.

Il presidente del Consiglio non ha alcun obbligo di dimettersi ma il voto è un campanello di allarme sulla tenuta della maggioranza che all‘ultimo voto di fiducia del 14 ottobre aveva ottenuto 316 voti.

“Questo voto ha certificato, su un atto dirimente per la governabilità del Paese, che il governo non ha la maggioranza”, ha detto il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani.

“Berlusconi prenda atto della situazione, si dimetta e affidi al capo dello Stato la ricerca di una soluzione per affrontare l‘emergenza”, ha aggiunto Bersani..

Il ministro della Difesa del Pdl Ignazio La Russa ha detto che i risultati ottenuti sul Rendiconto “lasciano aperta ogni valutazione sul futuro del governo”, ma ha sottolineato che i numeri del centrodestra continuano ad essere superiori a quelli del centrosinistra.

Berlusconi ha lasciato Montecitorio con la faccia scura e ha riunito i leader della coalizione a palazzo Chigi.

Ha riferito un ministro a Reuters: “Sta riflettendo sui numeri, non ha ancora deciso cosa fare”.

In teoria il premier potrebbe anche andare avanti. In questo caso il prossimo test del governo sarebbe la fiducia già annunciata al Senato, dove ha una maggioranza sulla carta più ampia, sulla Legge di Stabilità e le misure anti crisi promesse all‘Europa.

Berlusconi potrebbe anche decidere di anticipare i tempi e chiedere la fiducia alla Camera sugli impegni europei per forzare i dissidenti ad allinearsi.

In questo modo però si trascinerebbe ancora per giorni l‘incertezza sui mercati.

Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale ha toccato il nuovo record di 495 punti, contro i 490 della chiusura di ieri. A metà pomeriggio, prima del voto di Montecitorio, lo spread aveva stretto fino a quota 476 per poi risalire in un finale di seduta di grande nervosismo per il mercato del debito italiano.

A nuovi record dall‘introduzione della valuta unica, in chiusura, anche il rendimento sul benchmark decennale italiano, salito al 6,74%.

Alla Borsa di Milano, in chiusura, l‘indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,74%.

L‘indice era arrivato a segnare un progresso di oltre tre punti percentuali, poco prima del voto, per poi rintracciare - prima timidamente, dopo con maggiore convinzione -, muovendosi in direzione opposta rispetto allo spread fra i rendimenti dei bond decennali italiano e tedesco.

Secondo gli operatori , sui mercati grava soprattutto l‘incertezza sull‘evoluzione del quadro politico.

Un rapporto di Barclays osserva che la dinamica negativa che si è innescata sui mercati nei confronti dell‘Italia è molto difficile da spezzare: “A questo punto l‘Italia potrebbe essere oltre il punto di non ritorno”.

Il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, ha lanciato oggi un nuovo allarme sulla situazione del Paese dicendo che l‘Italia deve fare le riforme con o senza il governo Berlusconi e che “se questa situazione non verrà risolta velocemente, significa credit crunch”.

“Tutti sappiamo che l‘Italia corre il rischio reale nei prossimi giorni di non avere accesso ai mercati finanziari. Abbiamo un problema di credibilità di governo”, ha detto in aula il leader del Pd.

Bersani ha anche detto che se Berlusconi non presenterà le proprie dimissioni al capo dello Stato, le opposizioni “assumeranno nuove iniziative”, lasciando intendere che potrebbe essere presentata una mozione di sfiducia.

In realtà potrebbe essere lo stesso Quirinale a chiedere a Berlusconi di verificare la sua maggioranza alla Camera.

Se Berlusconi perdesse la fiducia sarebbe obbligato a dimettersi e avrebbe meno possibilità di influenzare i giochi politici che si apriranno da allora in poi.

Un‘altra opzione per Berlusconi è trattare la resa e strappare un governo guidato da una persona di sua fiducia.

Stamattina Umberto Bossi ha detto di aver suggerito al Cavaliere di “fare un passo a lato” per favorire la formazione di un governo guidato da una persona di sua fiducia come il segretario del Pdl Angelino Alfano.

Se si volesse cercare di raccogliere i voti di tutto l‘arco parlamentare, dal Pd al Pdl, per fare fronte all‘emergenza economica e fare una riforma della legge elettorale prima di andare al voto nel 2013 o nella tarda primavera del 2012, gli uomini giusti potrebbero invece essere Gianni Letta o un tecnico come Mario Monti.

Berlusconi finora ha detto che l‘unica alternativa al suo governo sono le elezioni anticipate che potrebbero a questo punto tenersi fra l‘inizio di febbraio e l‘11 marzo.

Berlusconi è l‘ultimo capo di governo di un Paese europeo periferico ad essere ancora al potere dopo l‘acuirsi della crisi dei debiti sovrani della zona euro. Cambi di governo si sono verificati in Irlanda, Portogallo e sia lo spagnolo José Luis Zapatero che da ultimo il greco George Papandreou si sono autoesclusi dalla gara per il prossimo esecutivo nazionale.

(hanno contribuito Francesca Piscioneri, Giuseppe Fonte, Roberto Landucci)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224210, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net)

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