Governo, oggi prima conta per governo Berlusconi in bilico

martedì 8 novembre 2011 11:28
 

ROMA, 8 novembre (Reuters) - Silvio Berlusconi ha respinto finora i suggerimenti dei suoi amici di partito di dimettersi per cercare di dare vita a un nuovo governo di centrodestra in grado di gestire la crisi e sembra intenzionato ad andare avanti o a cercare il voto anticipato.

Oggi pomeriggio alla Camera ci sarà un primo test per lui e la coalizione Pdl-Lega Nord-Responsabili sul Rendiconto generale dello Stato per il 2010.

Il provvedimento, del quale Montecitorio si occuperà a partire dalle 15,30, è un atto dovuto ma senza la sua approvazione si paralizza l'attività della macchina statale.

I dissidenti del Pdl e le opposizioni sembrano indirizzate verso l'astensione per centrare il duplice obiettivo di far passare il documento e al tempo stesso far emergere la debolezza numerica della coalizione di governo.

Se i numeri del centrodestra saranno infatti inferiori alla maggioranza assoluta dei 630 seggi della Camera - cioè a 315 voti -, le opposizioni probabilmente presenteranno una mozione di sfiducia per arrivare quanto prima al redde rationem.

In questo scenario negativo per l'esecutivo Berlusconi potrebbe decidere di affrontare il voto di fiducia con il rischio di perderlo ed essere emarginato dai giochi politici che si apriranno da allora in poi. Un'altra opzione per Berlusconi resterebbe quella di cercare di trattare la resa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di strappare un governo guidato da una persona di sua fiducia allargato a forze moderate come l'Udc.

Nell'ipotesi in cui Berlusconi conservasse la maggioranza assoluta dei seggi per pochi voti di scarto (il 14 ottobre scorso ottenne la fiducia della Camera con 316 voti) il governo andrebbe avanti, ma resterebbe il dubbio sulla sua capacità di far passare le riforme strutturali promesse all'Unione europea.

Il passo successivo, come annunciato dal premier a Cannes, arriverebbe tra una decina di giorni con la fiducia al Senato sul maxiemendamento alla Legge di Stabilità che riprende alcune delle misure chieste a Roma da Bruxelles.

A Palazzo Madama, però, la maggioranza gode di un margine più ampio rispetto alla Camera.   Continua...