8 novembre 2011 / 06:34 / 6 anni fa

Italia monitorata anche da Bce, Ue non interferisce su governo

di Francesca Landini

BRUXELLES, 8 novembre (Reuters) - Una troika per l'Italia, anche se Roma non ha fatto richiesta per un programma di assistenza finanziaria internazionale.

E' questa la notizia arrivata ieri sera a Bruxelles, al termine della riunione dei ministri finanziari della zona euro, quando il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha annunciato che la Banca centrale europea sarà impegnata insieme alla Commissione europea nella "sorveglianza rafforzata" di Roma.

Nonostante questo monitoraggio rafforzato, Juncker non ha voluto esprimersi su quale soluzione sia preferibile per risolvere la grave impasse del governo guidato da Silvio Berlusconi, scegliendo di rimarcare, invece, che l'Italia è pronta a fare di più, se necessario, per rispettare la promessa del pareggio di bilancio nel 2013.

"Ci siamo accordati sul fatto che il monitoraggio rafforzato degli stati membri vulnerabili sia una parte fondamentale delle protezioni ('firewall') che devono esistere per contenere la crisi", ha detto Juncker ieri sera. "Abbiamo discusso della situazione in Italia e accolto con favore una serie di nuove misure annunciate di recente dalle autorità italiane, che includono il pareggio di bilancio entro il 2013 e la disponibilità di fare nuove misure se necessario, rispetto alla riforma delle pensioni, le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro".

"Abbiamo accolto con favore la decisione della Commissione di intensificare il suo monitoraggio dell'economia italiana... in cooperazione con la Banca centrale europea. Siamo anche positivi riguardo alla decisione dell'Italia di invitare il Fondo ad effettuare una verifica pubblica a cadenza trimestrale sull'attuazione della politica italiana".

Il monitoraggio congiunto di Ue e Bce inizierà con una missione degli ispettori di Bruxelles e Francoforte in arrivo già oggi o al più tardi domani. Un questionario sulle misure che dovrebbero tradurre in pratica le promesse della lettera del 26 ottobre scorso e sul piano di risanamento del bilancio è stato inviato settimana scorsa a Roma.

"Ci aspettiamo che l'Italia risponda entro la fine di questa settimana", ha detto il commissario Olli Rehn.

Secondo una fonte europea gli esperti di Ue e Bce sono attesi al ministero dell'Economia e alla Ragioneria dello Stato.

I funzionari del Fondo monetario arriveranno, invece, intorno a metà novembre e si muoveranno, quindi, almeno in questa prima fase, in modo autonomo rispetto a Ue e Bce.

In questo senso i rappresentanti delle tre istituzioni dedicati all'Italia costituiranno una troika con caratteristiche un po' diverse da quelle che seguono i progressi dei paesi che hanno richiesto aiuti internazionali, dal momento che in Grecia, Irlanda e Portogallo queste tre istituzioni si muovono perlopiù insieme.

Sotto la lente delle tre istituzioni ci saranno i progressi che l'Italia compierà per tradurre in pratica gli impegni presi dal premier il 26 ottobre.

Sul senso del monitoraggio dell'Fmi, Alessandro Leipold, Direttore in carica del Dipartimento Europeo del Fondo monetario sino a fine 2008, ed oggi Chief Economist del Lisbon Council, ha detto a Reuters che "l'essenziale ora è dimostrare nei fatti, con spirito collaborativo e volontà d'adempimento delle misure promesse. Cosa difficile ma non impossibile anche nel mezzo di una crisi politica: sia il Portogallo che l'Irlanda hanno saputo gestire una transizione politica pur fornendo assicurazioni sull'osservanza degli impegni di programma".

EUROGRUPPO NON SI ESPRIME SU GOVERNO UNITA' NAZIONALE

Tremonti ieri sera ha esposto le misure che dovrebbero essere contenute nel maxiemendamento alla legge di stabilità.

"Le misure prese dalla Grecia e dall'Italia vanno nella direzione giusta", ha detto il ministro delle Finanze lussemburghese Luc Frieden, al termine della riunione di ieri sera.

Nonostante l'attenzione per l'Italia, i partner della zona euro sono stati attenti a non fornire ricette riguardo alla situazione politica interna, con il governo che già oggi con il voto sul Rendiconto dello Stato rischia di mettere nuovamente a nudo la sua fragilità. Lo stesso ministro dell'Economia potrebbe rientrare a fine mattinata da Bruxelles per essere in aula per le votazioni.

"All'Italia non chiediamo un governo di unità nazionale perchè l'Italia non è in un programma. Questo fa la differenza tra l'Italia e gli altri tre paesi che io e il Commissario Ue (Olli Rehn) abbiamo menzionato", ha risposto Juncker ieri sera a chi gli chiedeva se, come Atene, anche Roma dovesse affidarsi a un esecutivo di larghe intese.

"Quello che noi chiediamo all'Italia è di attuare tutte le misure annunciate nella lettera di Silvio Berlusconi ai presidenti di Consiglio europeo e Commissione", ha aggiunto.

L'unico risultato tangibile della riunione di ieri è stata la promessa ad Atene di un esborso della sesta tranche di aiuti non appena il nuovo governo avrà rinnovato l'impegno a portare avanti il piano di consolidamento promesso a Ue, Fmi e Bce.

Sull'utilizzo della leva per il fondo salva-stati Efsf, invece, i ministri delle finanze hanno preferito dare mandato al numero uno Klaus Regling per sondare il mercato sulle due opzioni per aumentarne la potenza di fuoco, assicurazione o l'approccio del co-investimento.

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