Italia, Berlusconi affronta settimana cruciale, tassi a nuovi record

lunedì 7 novembre 2011 10:35
 

di Giselda Vagnoni

ROMA, 7 novembre (Reuters) - Silvio Berlusconi affronta una settimana cruciale per il futuro del suo governo mentre il debito pubblico italiano continua a essere venduto in modo massiccio sui mercati convinti che Roma non sia in grado di realizzare le riforme economiche promesse mentre imperversa la crisi della zona euro.

Dopo l'umiliazione subita al G20 di Cannes, durante il quale ha dovuto chiedere il monitoraggio del Fondo monetario internazionale sull'attuazione delle misure anti crisi per colmare la crisi di credibilità di cui soffre, Berlusconi deve fare i conti con un numero crescente di defezioni nel suo partito.

Il ministro dell'Economia del Pdl, Giulio Tremonti, a Cannes ha risposto in modo molto imbarazzato alla domanda se non ritenga le dimissioni di Berlusconi inevitabili per riconquistare la fiducia dei mercati.

Ieri sera il ministro dell'Interno della Lega Nord, Roberto Maroni, ha detto alla trasmissione tv "Che tempo che fa" che le ultime notizie "fanno pensare che la maggioranza non c'è più ed è inutile accanirsi".

L'idea generale è che la maggioranza possa presto venir meno in Parlamento e portare Berlusconi a salire al Quirinale per presentare le sue dimissioni al Capo dello Stato, il quale deciderà se esistono le condizioni per un governo tecnico o di larghe intese o se invece non resta che andare alle elezioni anticipate.

Il primo test attende Berlusconi alla Camera domani in occasione della votazione del Rendiconto generale dello Stato per il 2010, legge sulla quale il governo è già andato sotto una volta e senza la quale si paralizza l'attività pubblica.

Dopo il rendiconto ci sarà l'esame del ddl di assestamento.

Diversi ribelli del Pdl hanno detto che voteranno il Rendiconto poiché si tratta di un atto dovuto. Le opposizioni invece potrebbero astenersi con l'intento di far emergere i numeri della maggioranza. Se questi fossero inferiori alla maggioranza assoluta di 316, Berlusconi non sarebbe forzato a dimettersi ma potrebbe prendere atto di un indebolimento tale della maggioranza da non consentire lo svolgimento di una efficace azione di governo.   Continua...