7 novembre 2011 / 08:09 / 6 anni fa

Eurogruppo, oggi nuova accelerazione su fondo salva-stati

BRUXELLES, 7 novembre (Reuters) - I ministri delle finanze della zona euro daranno oggi un colpo di acceleratore al piano di rafforzamento del fondo salva-stati per arrivare alla sua finalizzazione entro la fine di novembre, con un mese di anticipo, in modo da rafforzarne la credibilità di fronte ai mercati alla luce delle crescenti preoccupazioni relative all‘Italia.

E’ quanto sostengono alcuni funzionari della zona euro.

I leader della regione si sono accordati la scorsa settimana di amplire il fondo Efsf, che ha in dote 440 miliardi di euro, per convincere i mercati che è possibile evitare che la crisi del debito sovrano, già conclamata in Grecia, Irlanda e Portogallo, contagi anche Italia e Spagna.

L‘accordo dei 17 paesi dell‘area euro di estendere la capacità di leva del fondo di 4-5 volte manca però ancora dei dettagli tecnici che dovranno essere definiti dai ministri delle finanze prima che l‘Efsf possa dimostrare la sua potenza di fuoco.

“Il piano originale era di avere i dettagli pronti per la fine dell‘anno”, ha detto un funzionario della zona euro. “C’è però una chiara percezione che si debba accelerare la finalizzazione dei dettagli tecnici perchè le tensioni sui mercati si sono intensificate dopo l‘ultima vicenda greca e non sappiamo cosa possa succedere la prossima volta”, prosegue. “Vista la pressione su paesi come l‘Italia, che presenta una sfida enorme, c’è la percezione che dobbiamo essere pronti (con le modalità di leva dell‘Efsf) già entro la fine di questo mese”.

L‘annuncio della Grecia, poi tornata sui suoi passi, di sottoporre a referendum le misure anticrisi imposte dall‘Europa e dal Fmi ha generato il panico sui mercati all‘inizio della scorsa settimana, mettendo in particolare difficoltà i paesi periferici dell‘area euro, a partire dall‘Italia.

La Grecia si avvia ora verso un governo di unità nazionale per attuare il pacchetto di austerità e gli occhi restano incollati ai titoli di stato italiani.

“La pressione sull‘Italia è abbastanza intensa se guardiamo a quanto sono aumentati i rendimenti negli ultimi giorni; è preoccupante”, dice un secondo funzionario della zona euro. “Tutte le parti concordano che è necessario accelerare il lavoro sulla leva del fondo Efsf”, aggiunge.

RELAZIONE DI ITALIA E GRECIA ALL‘EUROGRUPPO

Il ministro dell‘Economia italiano Giulio Tremonti dovrà illustrare oggi ai colleghi come Roma intende attuare la lista di riforme su cui si è impegnata a fine ottobre, tra cui la cessione di asset pubblici, un cambiamento della legislazione sul lavoro e una riforma delle pensioni.

La messa in pratica delle riforme, che dovrebbero sostenere la debole crescita economica del paese e renderlo più credibile come debitore di fronte al mercato, saranno monitorate anche dal Fondo monetario internazionale.

Il minstro delle Finananze greco Evangelos Venizelos dovrà invece relazionare all‘Eurogruppo gli ultimi sviluppi politici di Atene, dove il primo ministro George Papandreou ha accettato di dimettersi per permettere la formazione di un governo di larghe intese per attuare il piano di salvataggio del paese.

L‘Unione europea vuole che il parlamento greco approvi il piano di aiuti d‘emergenza concordato per Atene il 27 ottobre prima di aprire nuovamente i cordoni della borsa.

Atene deve ricevere la prossima tranche di aiuti da 8 miliardi di euro entro metà dicembre per evitare il fallimento.

“Dopo la presentazione di Venizelos ci sarà una discussione sul destino della prossima tranche di aiuti. Finchè ci sarà incertezza sull‘impegno delle istituzioni greche, i soldi non potranno essere concessi”, dice la fonte.

Nella discussione di oggi entreranno anche le decisioni del G20 che si è tenuto il 3-4 novembre a Cannes e l‘esito della missione in Asia del capo dell‘Efsf Klaus Regling.

All‘appuntamento europeo di oggi sarà presente anche un rappresentante del Fmi, forse il numero uno per l‘Europa Antonio Borges. “Il coinvolgimento del Fmi nel leveraging dell‘Efsf non è ancora deciso, ma è importante che il fondo possa dire la sua”, dice la prima fonte.

Nonostante in pochi si siano fatti avanti finora per partecipare al finanziamento del fondo europeo, il mercato spera che con l‘arrivo di nuovi dettagli qualche paese ricco come la Cina o il Brasile si faccia avanti. Secondo il funzionario è più probabile che vogliano farlo attraverso il Fmi.

“Sinceramente sembra che ai nostri partner piaccia il coinvolgimento del fondo, perchè è un modo per coinvolgere altri soggetti”, spiega il funzionario.

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