4 novembre 2011 / 17:29 / tra 6 anni

PUNTO 2-Governo, Berlusconi sicuro di andare avanti, Tremonti non risponde

* Premier dice che sua maggioranza continuerà a tenere

* Per Berlusconi nessun altro può rappresentare Italia meglio di lui

* Tremonti non risponde a domanda se è meglio che Berlusconi lasci

* Italia non sente crisi economica in modo spasmodico - Berlusconi (Aggiunge dichiarazioni, contesto)

di Giselda Vagnoni

CANNES, 4 novembre (Reuters) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si mostra sicuro di continuare ad avere la maggioranza in Parlamento e di poter continuare dunque a guidare il governo nonostante la crescente crisi di credibilità di cui soffre l‘Italia sui mercati internazionali.

Nella conferenza stampa a conclusione del G20 di Cannes, il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, seduto accanto al premier, preferisce invece non fare esplicite dichiarazioni di fiducia sulla capacità di Berlusconi di andare avanti.

“Non ho la sensazione che la mia esperienza stia per finire e sento l‘impegno di dover continuare”, ha detto Berlusconi alla fine del vertice nel quale l‘Italia ha accettato che l‘applicazione delle misure anti crisi sia verificata anche dal Fondo monetario internazionale per rafforzare la fiducia degli investitori internazionali.

“Ritengo che questo governo abbia una solida maggioranza in Parlamento”, ha aggiunto.

I segnali che arrivano da Roma in questi giorni vanno, però, in senso opposto. Alla spicciolata, una decina di parlamentari vicini a Berlusconi, stanno rivedendo le loro posizioni mettendo a forte rischio la tenuta del governo.

Il principale alleato di Berlusconi, il leader della Lega Nord Umberto Bossi, si è mostrato più volte scettico sulla tenuta dell‘esecutivo.

Molti parlamentari e leader politici sospettano che il Cavaliere e il leader del Carroccio abbiano già deciso di staccare la spina a gennaio e di chiedere il voto anticipato.

In questo modo i due leader potrebbero andare di fronte agli elettori senza aver ancora reso operative alcune delle misure anti crisi più impopolari.

Ma il premier dice di non aver nessuna intenzione di gettare la spugna: “Penso che quando [i parlamentari che hanno annunciato di voler uscire dal Pdl] verranno a contatto con me rivedranno le loro posizioni. La maggioranza in Parlamento ancora c’è”.

Avverte i suoi che “abbandonare la maggioranza adesso non è un tradimento al Pdl, ma al Paese”.

Inoltre l‘Italia “non sente la crisi nel modo spasmodico rappresentato dai giornali”.

“Non mi sembra, andando in giro per l‘Italia che sia in arrivo una grande crisi”, continua. “Noi siamo consapevoli dell‘impoverimento di alcune fasce importanti della popolazione. Ma è colpa del cambio lira\euro che da sempre abbiamo ritenuto incongruo e penalizzante per l‘Italia”.

NAPOLITANO SI E’ MOSSO IN MODO POSITIVO

Il presidente della Repubblica ha avviato questa settimana delle consultazioni informali per verificare la possibilità di una larga convergenza parlamentare sul pacchetto di misure anti crisi chieste dall‘Unione europea.

L‘iniziativa di Giorgio Napolitano, per gli osservatori della politica italiana, punta anche a verificare la possibilità di un nuovo governo, sostenuto da una maggioranza più ampia e non guidato più da Berlusconi.

Il Cavaliere, però, non si ritrova in questa lettura: “Il Quirinale, ci ha informato, auspicava che ci fosse una convergenza e noi abbiamo assolutamente apprezzato. Siamo tutti sulla stessa barca e io ringrazio Napolitano per il modo in cui ha operato”.

Rivolto alle opposizioni le invita a votare le sue leggi, invece di cercare un governo diverso e sottolinea: “Votare contro non significherebbe votare contro la maggioranza ma un voto contro l‘Italia”.

Napolitano ha anche detto che le sue determinazioni dipenderanno dall‘andamento dei lavori parlamentari, ossia dalla mancanza o meno di nuovi incidenti nella maggioranza che mettano a repentaglio l‘attuazione degli impegni innternazionali.

Per dimostrare di non temere sgambetti Berlusconi ha annunciato a Cannes che cercherà la fiducia sulla Legge di stabilità integrata con il maxiemendamento con le misure Ue nel giro di 10-15 giorni al Senato e poi anche alla Camera.

Quanto all‘ipotesi di un governo tecnico guidato da una personalità illustre - come per esempio Mario Monti - taglia corto: “Non vedo in giro personalità in grado di rappresentare l‘Italia all‘estero in modo più autorevole di quanto non faccia io”.

Un punto di debolezza dell‘attuale governo è la scarsa armonia tra il presidente del Consiglio e il ministro dell‘Economia, che risulta ancora più inquietante nella similitudine con la situazione dell‘esecutivo greco.

Secondo il blog del Financial Times, Tremonti avrebbe invitato Berlusconi a dimettersi perché, giusto o meno, i mercati ritengono che il problema dell‘Italia sia il presidente del Consiglio.

Al ministro viene chiesto in conferenza stampa se ritenga opportuno, per il bene dell‘Italia un passo indietro di Berlusconi.

Il premier mette le mani avanti e dice: “La risposta è scontata”.

Tremonti scandisce: “Non ho nulla da aggiugere” alle dichiarazioni del premier.

Il ministro viene incalzato da una seconda domanda dello stesso tenore. Questa volta risponde: “Non ho letto i giornali. In questo periodo non ho molto tempo. Non è un diritto smentire quello che non ho letto e nemmeno quello che non ho detto”.

Il problema della credibilità per Berlusconi “non riguarda le persone, ma la storia di ciascun Paese”.

“Noi scontiamo il pregiudizio per certi comportamenti tenuti dall‘Italia in passato. Per esempio sulla vicenda di Lorenzo Bini Smaghi [membro italiano del comitato esecutivo della Bce] ho sentito dire ‘les italiens sont toujours les italiens’”.

Sottolinea come Tremonti “goda di grande apprezzamento tra i suoi colleghi”. Lui stesso “ha rapporti di amicizia con tutti i leader del G20 e in certi casi di forte amicizia”.

(Via Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net)

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