4 novembre 2011 / 11:15 / 6 anni fa

PUNTO 3 - Italia accetta verifiche Fmi, no a linea credito

* Verifiche Fmi nostra richiesta, non imposizione-Berlusconi

* Rifiutata offerta linea credito Fmi - Berlusconi

* Merkel e Barroso giudicano mossa Italia molto positiva (Aggiune dichiarazioni Berlusconi, Lagarde, commento di un esperto)

di Luke Baker e Giselda Vagnoni

CANNES, 4 novembre (Reuters) - Incalzata dai mercati e dai partner europei, l‘Italia ha deciso di porre sotto un monitoraggio a cadenza trimestrale del Fondo monetario internazionale i suoi progressi sulla riforma delle pensioni, del mercato del lavoro e sulle privatizzazioni.

Silvio Berlusconi, il cui governo sembra prossimo a perdere la maggioranza, ha accettato di compiere questo passo dopo un incontro ieri notte a margine del G20 con altri leader europei, il direttore del Fmi e il presidente americano Barack Obama.

“L‘Italia accoglie con favore le verifiche pubbliche trimestrali del Fondo monetario internazionale”, ha detto Berlusconi nella conferenza stampa conclusiva del summit di Cannes. “L‘abbiamo chiesta noi, non ci e’ stata imposta”.

E’ stata respinta al mittente, invece, l‘offerta dell‘istituzione di Washington di accedere a una linea di credito. “Abbiamo rifiutato questa offerta ringraziando”, ha detto Berlusconi. “Noi non siamo assolutamente preoccupati” sulla sostenibilita’ del debito.

“Per quanto riguarda il fondo salva-stati pensiamo di non averne bisogno”, ha detto il premier italiano.

Nella mattinata fonti italiane avevano minimizzato, parlando solo di “consigli” che l‘Italia avrebbe ricevuto dall‘Fmi.

Le conferenze stampa di Berlusconi, Barroso e Lagarde hanno poi chiarito che si tratta di una nuova sorveglianza, che porterà funzionari della Commissione e del Fondo monetario in Italia. Gli ispettori europei arriveranno già settimana prossima - ha detto Barrosso - quelli del Fondo monetario entro la fine del mese - ha aggiunto Christine Lagarde, direttore dell‘Fmi.

“La questione in gioco, che è stata chiaramente identificata sia dalle autorità italiane sia dai suoi partner, è una mancanza di credibilità delle misure annunciate. Per questo - per attestare la credibilità di queste misure - in altre parole la loro attuazione - lo strumento tipico che useremmo è una linea di credito precauzionale. L‘Italia non ha bisogno di questi finanziamenti, quindi il secondo migliore strumento è il monitoraggio di bilancio”, ha spiegato Lagarde.

Dopo le dichiarazioni di Berlusconi sul monitoraggio dell‘Fmi il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi a dieci anni è salito fino a 463 centesimi, nuovo massimo storico dall‘introduzione dell‘euro, per ripiegare poi grazie ad acquisti di titoli italiani da parte delle banche centrali. La Borsa italiana ha chiuso con un calo dell‘indice Ftse Mib del 2,66%.

SORVEGLIANZA RAFFORZATA NON HA PRECEDENTI TRA PAESI G7

“La richiesta dell‘Italia di una sorveglianza rafforzata da parte dell‘Fmi... riflette sia un acuirsi delle tensioni che si trova a sostenere il paese sia la sua incapacità di attuare la propria agenda di riforme” commenta a Reuters Domenico Lombardi, economista che si occupa di Fondo monetario internazionale e che guida l‘Oxford Institute for Economic Policy a Washington.

“La sorveglianza rafforzata è un fatto senza precedenti per un paese G7 e sottolinea un‘inversione dei ruoli tra economie avanzate ed emergenti, che hanno beneficiato di questo meccanismo nel passato”, aggiunge l‘economista che non esclude in futuro un vero e proprio programma dell‘Fmi per Roma.

Una fonte tecnica italiana a conoscenza dei contatti tra Roma e il Fondo monetario dice, invece, “l‘attivazione di un monitoraggio mirato a verificare l‘attuazione degli impegni del governo non significa che a breve arriverà da Roma anche la richiesta di un sostegno finanziario dell‘Fmi”.

“Se l‘Italia aprisse una linea di credito con il Fondo, precauzionale o di altro tipo, vanificherebbe l‘effetto che cerca di ottenere con il monitoraggio rafforzato, ovvero il recupero della credibilità nella sua capacità di fare le riforme”.

DICHIARAZIONI ALTRI LEADER POSITIVE SU MONITORAGGIO ITALIA

Oggi, comunque, le dichiarazioni ufficiali hanno guardato al bicchiere mezzo pieno. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha definito “positiva” la decisione dell‘Italia.

Il presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso ha sottolineato che “l‘Italia ha deciso da sé, di propria iniziativa, di chiedere al Fondo un monitoraggio sulla realizzazione degli impegni presi”. “Lo ritengo la dimostrazione di quanto importante sia per il Paese e per l‘intera zona euro il progresso delle riforme” ha aggiunto Barroso.

Il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani, esponente del Pdl, ha osservato da Roma che il monitoraggio dell‘Italia da parte del Fondo monetario internazionale sul procedere delle riforme strutturali non può essere visto come un commissariamento.

La decisione italiana arriva dopo che la Grecia ha fatto marcia indietro rispetto all‘ipotesi di indire un referendum sull‘adesione all‘euro e le forze politiche greche cercano un accordo su un nuovo programma di salvataggio.

Con questa concessione Berlusconi cerca di costruire un argine attorno ai titoli di Stato italiani i cui rendimenti questa settimana sono saliti vicini al 6,5% sulla scadenza a 10 anni con uno spread sopra quota 450. Il timore è che il paese non riesca a sostenere nel lungo periodo un debito pari al 120% del Pil. Secondo un sondaggio condotto da Reuters con una caduta del governo Berlusconi lo spread si restringerebbe di circa 100 punti base .

Il G20 ha dato l‘ok alla proposta del Fondo monetario internazionale di creare una nuova linea di credito a breve termine per aiutare i paesi colpiti da forti shock economici.

In aggiunta il Gruppo dei Venti ha deciso di discutere nuovamente della possibilità di aumentare le risorse del Fondo nel meeting dei ministri finanziari di dicembre. Ancora senza contorni precisi, poi, il possibile coinvolgimento dell‘organismo multilaterale per aumentare la potenza di fuoco dell‘Efsf.

- hanno collaborato Francesca Landini a Milano, Alberto Sisto a Roma

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