6 maggio 2009 / 10:25 / 8 anni fa

Pensioni, con aumento attese vita più anni di lavoro - Sacconi

ROMA, 6 maggio (Reuters) - All'aumento delle aspettative di vita devono corrispondere più anni di lavoro e versamento di contributi.

Lo si legge nel Libro bianco sul Welfare realizzato dal ministro Maurizio Sacconi e presentato oggi in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

"All'innalzamento della speranza di vita non può non corrispondere un aumento degli anni di lavoro, quelli dedicati alla produzione delle risorse necessarie a garantire la qualità di una vita più lunga", dice il documento.

"Se ciò non avverrà, generazioni di adulti e anziani sempre più numerose graveranno in misura crescente sulle risorse prodotte dalle giovani generazioni", aggiunge il documento del ministro.

Il Libro bianco aggiunge che, "in questa prospettiva, l'obiettivo della equiparazione dei requisiti pensionistici tra uomini e donne richiede una preventiva evoluzione del mercato del lavoro nei termini di una maggiore inclusione del lavoro femminile, altrimenti doppiamente penalizzato".

SPESA SANITARIA RADDOPPIA IN 2050 SENZA CORRETTIVI

Secondo il Welfare l'eccessivo peso delle pensioni sui conti pubblici penalizza anche la spesa sanitaria "che, in prospettiva, pone problemi di sostenibilità" e "nel 2050, in assenza di politiche correttive e di riequilibrio, la spesa sanitaria potrebbe più che raddoppiare".

La stabilizzazione di lungo termine della incidenza della spesa pensionistica pubblica non è tuttavia soddisfacente, per via delle "molte pensioni di livello medio-basso, in molti casi insufficienti a superare la soglia di povertà, a causa di carriere brevi e discontinue e di tassi di accumulazione dei contributi pensionistici bassi in linea con la dinamica del Pil".

Il risultato, si legge nel Libro bianco, è "che tanti pensionati domanderanno prestazioni assistenziali che, non essendo state programmate finanziariamente, potrebbero non essere disponibili per tutti".

"L'obiettivo, pertanto, non può essere soltanto la stabilizzazione della spesa sul Pil, ma anche una eventuale ridefinizione dell'equilibrio tra le fonti di finanziamento che possa creare le condizioni per profili di contribuzione pensionistica più contenuti, a parità di obiettivo in termini di tasso di sostituzione complessivo (pubblico e privato)".

Occorre anche rafforzare la stabilità di lungo periodo delle gestioni private, minate dalla "ricorrente instabilità dei mercati finanziari e immobiliari".

L'idea che suggerisce il ministero del Welfare è di ricorrere a "fondi associati di garanzia delle prestazioni".

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