6 febbraio 2009 / 12:52 / 9 anni fa

RPT -Banche, considerare intervento Stato per crescere - Passera

Precisa il riferimento a crediti deteriorati in penultimo paragrafo e aggiunge composizione di questa voce in ultimo

VENEZIA, 6 febbraio (Reuters) - L‘intervento dello Stato in aiuto alle banche è importante anche per gli istituti in buona salute come Intesa SanPaolo (ISP.MI) perché consente di finanziare la crescita in un momento in cui concedere credito è diventato più rischioso e le perdite su crediti delle banche stanno aumentando.

A dirlo è il consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, intervenendo a un convegno di Confindustria.

“Noi possiamo considerare l‘intervento pubblico perché facciamo parte, come altri in Italia, di banche non in crisi ma che potrebbero crescere di più se potessimo avere fondi paragonabili a capitali che ci permettessero di crescere di più”, ha spiegato Passera.

“Quando c’è un momento di crisi bisogna rafforzare ulteriormente le banche che funzionano perché, se si aiutano solo quelle in difficoltà, al massimo si risolvono dei problemi. Per dare liquidità al sistema si direbbe rafforziamo le banche forti in modo che possano crescere di più, anche con mezzi pubblici, aiutiamo le banche forti premiando poi quelle che restituiranno in fretta”.

Passera ha sottolineato che ogni intervento pubblico deve comunque essere temporaneo perché la separazione tra banche e politica va preservata.

“Il pendolo della storia non deve tornare indietro”, ha detto Passera.

Il manager ha ricordato poi che il credito concesso dalla banca alle imprese ha continuato ad aumentare nel terzo trimestre dello scorso anno e nel primo mese del 2009 “lasciando ancora circa 130 miliardi di scarto tra affidamento e utilizzo”.

“Ci siamo impegnati moltissimo negli ultimi mesi a fare riserva di liquidità anche se era molto caro e a continuare a fare credito nonostante la domanda di credito sia diminuita e la qualità del credito sia peggiorata”.

“Le perdite su crediti, chi più chi meno, stanno aumentando in maniera molto importante”, ha aggiunto ricordando che Intesa SanPaolo aveva circa 20 miliardi di crediti deteriorati (dato lordo al 30 settembre).

Nel comunicato diffuso in novembre sui dati a settembre il gruppo bancario parlava di un complesso di crediti deteriorati al netto delle rettifiche per 10,243 miliardi. Nei crediti deteriorati sono inclusi quelli in sofferenza, gli incagliati/ristrutturati e gli scaduti/sconfinanti da da oltre 180 giorni.

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