Crisi, tensione a Cipe su fondo 9 mld, Scajola non va in Cdm

venerdì 6 marzo 2009 18:08
 

ROMA, 6 marzo (Reuters) - Divisioni tra i ministri sul fondo da 9 miliardi per il sostegno all'economia reale e alle imprese che fa parte del piano da oltre 55 miliardi con cui il governo intende ridurre l'impatto della crisi nel 2009 e 2010.

Convocato nella prima mattina, il Cipe si è riunito solo verso le 10 con un'ora e mezzo di ritardo. All'origine del ritardo, un'accesa discussione su chi dovesse gestire l'utilizzo delle risorse. E, come riferito da fonti ministeriali, alla fine il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, terminato il Cipe non ha partecipato alla riunione del Consiglio dei ministri.

Il fondo da 9 miliardi, infatti, è stato fortemente sponsorizzato da Scajola ma nel corso del Cipe si è deciso di affidarne la gestione alla presidenza del Consiglio e non al ministero dello Sviluppo.

Qualche malumore anche per Sandro Bondi, ministro dei Beni e le attività culturali, che premeva per recuperare circa 650 milioni di euro e attenuare parte dei tagli previsti con la manovra triennale di luglio.

I 9 miliardi accantonati dal governo, che secondo Silvio Berlusconi serviranno a finanziare progetti dei ministri immediatamente realizzabili, saranno attinti dalle quote nazionali del Fas, ovvero 18 miliardi su un totale di 45.

L'opposizione accusa il governo di truccare le carte. Secondo il responsabile economico del Pd, Pierluigi Bersani, il governo è riuscito a "battezzare 'Fondo strategico per l'economia reale e le imprese' quella che in realtà è la sospensione di tutti i programmi dei ministeri per l'impresa, da Industria 2015 fino alle bonifiche".

"Riescono a raccontare ancora una volta la favola dei miliardi che si impegnano immediatamente in infrastrutture mentre i fondi sono senza cassa fino al 2010; riescono a raccontare che non sono i licenziamenti a suggerire l'assegno di disoccupazione ma che è l'assegno di disoccupazione a suggerire i licenziamenti", ha aggiunto Bersani.