March 6, 2009 / 12:46 PM / 8 years ago

ANALISI - Su banche italiane pesano timori rischio paese, conti

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di Gianluca Semeraro

MILANO, 6 marzo (Reuters) - Il timore per i risultati del 2008 in arrivo e la percezione internazionale di un 'rischio paese' relativo all'Italia costituiscono un mix micidiale per le banche italiane, in forte lettera anche nella seduta odierna e peggiori del resto d'Europa.

L'allarme sull'Italia è stato lanciato ieri dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha dichiarato che il 2009 sarà ancora più difficile per l'economia del paese rispetto al 2008 e che serve uno sforzo collettivo per evitare "il rischio dei rischi" della stretta creditizia.

Oggi poi i cds, che rappresentano il costo per proteggersi dalla minaccia di insolvenza sul debito pubblico italiano, hanno messo a segno un nuovo massimo storico.

"Il timore è sul rischio sistemico italiano, qualcuno sta pesantemente vendendo, non ci sono singole storie", commenta un trader. "La cosa chiara è che il nostro paese è più ad alto rischio e le parole di Tremonti hanno forse peggiorato la situazione", aggiunge un altro.

Concorda con queste considerazioni un analista non citabile. "Quando si parla di banche italiane le considerazioni non riguardano più cosa può fare il Ceo di questa o quella banca ma si concentrano su due temi: l'aspetto macroeconomico e quello politico", spiega.

"Dal punto di vista macro c'è una preoccupazione per l'Italia", prosegue facendo riferimento in particolare a Bankitalia che due giorni fa ha rivisto al ribasso la stima sul pil del 2009 a -2,6% dal precedente -2%, livelli più bassi di quelli stimati per l'intera area dell'euro.

"Sotto l'aspetto politico, in termini di supporto dello stato all'economia, il nostro paese appare relativamente più debole", aggiunge l'analista.

Un secondo analista, sempre non citabile, ritiene invece che il mercato stia vendendo con maggiore convinzione le banche italiane "prima dei risultati da cui ci si aspetta un 'clean up' generalizzato" con conseguente revisione al ribasso, da parte dei broker, delle stime sull'anno in corso.

"Se il ragionamento fosse sul rischio paese non si spiegherebbe come mai le banche spagnole fanno meglio della media europea", aggiunge.

L'analista non si aspetta invece annunci di operazioni sul patrimonio, nonostante le banche italiane abbiano in media livelli di patrimonializzazione più bassi rispetto agli istituti europei che hanno goduto delle misure di sostegno messe a punto dai rispettivi governi. "Ne sarei sorpreso visto che ci sono i Tremonti-bond", spiega. L'ammontare complessivo dei Tremonti-bond dovrebbe aggirarsi intorno a 10-12 miliardi di euro.

In un report datato ieri, Exane BNP Paribas spiega che di recente ha avuto "una serie di incontri con le banche italiane da cui è emerso come l'outlook sul 2009 si sia deteriorato in modo marcato".

Il broker ha dunque tagliato le stime sull'eps in media del 75% per il 2009 e del 59% per il 2010. "Ci aspettiamo che le banche si trovino vicine al breakeven nel 2009 e nel 2010 a causa dell'aumento delle 'credit provision'", prosegue il report.

Alle 13,40 la lettera non risparmia dunque le banche italiane che però risalgono leggermente dai minimi della mattina. UniCredit (CRDI.MI) cede il 4,95%, Intesa Sanpaolo (ISP.MI) il 9,31%, Banco Popolare BAPO.MI l'8,67%, UBI Banca (UBI.MI) l'8,60%, Mediobanca (MDBI.MI) il 7,32%, Mps (BMPS.MI) il 6,30%, Popolare Milano PMII.MI il 4,09%.

L'S&P/MIB .SPMIB cede il 3,43% ma è arrivato a perdere in mattinata fino al 5%. Lo stoxx europeo dei bancari .SX7P cede il 3,76%.

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