6 ottobre 2009 / 10:15 / 8 anni fa

Monetario, abbondanza fondi fa lievitare prestiti e depositi o/n

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - Resta elevato il livello di liquidità sul mercato interbancario, con la prevista ricaduta su depositi e prestiti marginali presso la Banca centrale europea da parte del sistema degli istituti commerciali della zona euro.

Contribuisce soltanto in parte al riequilibrio dei fondi l‘esito dell‘asta settimanale Bce, con cui l‘istituto centrale di Francoforte ha drenato soltanto poco più di 4 miliardi di euro.

A fronte dei 66,767 miliardi che rientrano domani, valuta dell‘asta odierna, sono stati infatti assegnati alle 224 banche che ne hanno fatto richiesta altri 62,62 miliardi.

A ieri sera, dicono le statistiche Bce diffuse questa mattina, il sistema ha accumulato numeri neri per oltra 363 miliardi, importo in lieve calo rispetto a venerdì scorso ma sempre ampiamente in eccesso alla luce della chiusura del mese di mantenimento martedì prossimo.

Lo dice infatti in primo luogo la dinamica delle cosiddette ‘standing facilities’, l‘utilizzo di depositi e prestiti marginali passato ieri sera a 153,670 da 150,594 miliardi il primo e da 91 a 628 milioni il secondo.

“Tutto sostanzialmente il linea alle attese: era difficile che l‘asta di questa mattina correggesse significativamente gli squilibri nell‘accumulo di liquidità che quasi immancabilmente precedono la chiusura del periodo di riserva” commentano da una tesoreria.

Il risultato del collocamento a sette giorni non esercita quindi alcun impatto sulle quotazioni dei depositi a brevissimo, con il periodo overnight fermo subito a ridosso di 0,30% dopo lo 0,354% della media Eonia di ieri.

Si conferma intanto la tendenza nuovamente distensiva del tre mesi Euribor, riferimento per l‘interbancario, che porta il fixing londinese in calo di due millesimi a 0,744% e poco lontano dal minimo storico di fine settembre di 0,739%.

Al di là delle scadenze più ravvicinate, sostanzialmente immobili, si muovono invece in negativo i derivati sui tassi di riferimento, influenzati dalla decisione di Reserve Bank of Australia di intervenire con una stretta monetaria da un quarto di punto.

“Una mossa in parte scontata, si tratta comunque del primo paese dei G20 a invertire la rotta sui tassi: per quanto la situazione dell‘economia australiana non sia certo paragonabile a quella europea il mercato in parte ne risente” commenta un operatore di contratti derivati.

Poco dopo le 12 sulla curva Euribor la scadenza a dicembre FEIZ9 cede 5 millesimi a 99,26 (+0,005), mentre i futures marzo FEIH0 e giugno 2010 FEIM0 arretrano di 0,015 ciascuno rispettivamente a 99,08 e 98,81.

Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS

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