Certificati Scambio ancora ignorati da banche - fonti

lunedì 6 aprile 2009 16:33
 

MILANO, 6 aprile (Reuters) - Ancora nessuna banca ha fatto richiesta finora al Tesoro e Bankitalia per ottenere i Certificati di scambio del Tesoro, i Cts, lo dicono a Reuters fonti vicine alla situazione.

Operativi dallo scorso 26 marzo, sulla scia di un decreto del novembre precedente, i Cst rappresentano la più recente innovazione da parte del governo italiano volta a fornire le banche di titoli da dare alla Bce a garanzia dei finanziamenti da essa forniti.

"Non è ancora giunta alcuna richiesta" ha detto una fonte vicina alla situazione. "E' arrivata solo qualche telefonata per chiedere informazioni".

D'altra parte le banche stesse, già al momento del lancio di questo strumento si erano dimostrate poco interessate. E anche ora confermano la loro posizione.

"Non di nuovi collaterali ha necessità il sistema bancario, per lo meno quello italiano" dice il capo della tesoreria di una grossa banca italiana per spiegare il motivo del suo non-ricorso a tale strumento.

"Per prima cosa le banche italiane hanno i portafogli zeppi di collaterali da dare alla Bce per avere liquidità. In secondo luogo, non è nemmeno di liquidità che le banche necessitano, bensì di chiarezza nei bilanci delle controparti, in particolare di quelle straniere" dice il capo di un'altra tesoreria.

La liquidità continua ad essere molto abbondante sul sistema bancario. Anche venerdì sono stati depositati presso le casse della Bce 78,5 miliardi di euro in eccesso sui conti delle banche a fine giornata.

I meccanismo dei Cst prevede che una banca faccia richiesta al Tesoro di un certificato (che viene emesso ad hoc) per un certo ammontare e una certa durata (con scadenza massima 30 giugno 2010) dando in cambio un prorpio certificato di deposito con le medesime caratteristiche.

In questo modo la banca avrebbe in mano di fatto un titolo di stato, quindi carta collateralizzabile di alta qualità, da dare a garanzia ai p/t della Bce.   Continua...