Crac Divania, istanza curatela a Tribunale Bari per avere 183 mln da Unicredit

giovedì 6 aprile 2017 19:07
 

BARI, 6 aprile (Reuters) - La curatela fallimentare di Divania - azienda fallita nel 2011 - ha depositato al Tribunale di Bari una nuova azione civile contro Unicredit per ottenere la restituzione di 183 milioni di euro. Richiesta che, secondo la banca, si basa su "accuse infondate e strumentali"

La presentazione dell'istanza, hanno riferito fonti giudiziarie, è stata resa nota nell'ambito dell'udienza preliminare nel procedimento penale in corso davanti al gup di Bari, in cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 16 persone, fra le quali gli ex AD Federico Ghizzoni e Alessandro Profumo.

La richiesta, che Reuters ha potuto leggere, è stata presentata ai giudici del tribunale civile dai curatori nelle scorse settimane ed è stata già autorizzata dal giudice delegato.

Il 19 maggio 2016, il Tribunale civile di Bari aveva già disposto che Unicredit pagasse alla curatela fallimentare e società 12 milioni di euro.

Secondo i curatori fallimentari, Saverio Parisi, titolare di Divania, sarebbe stato indotto con l'inganno a sottoscrivere 203 contratti derivati che avrebbero portato la società al dissesto e al successivo fallimento. Tesi sostenuta anche dalla Procura nel procedimento penale. Secondo i curatori del fallimento, inoltre Unicredit avrebbe distratto senza autorizzazione dai conti dell'azienda 183 milioni di euro per estinguere posizioni debitorie in derivati. "Addebiti contabilizzati da Unicredit - scrivono i curatori - in assenza della relativa autorizzazione". Di questa somma la curatela ora chiede "la restituzione, in breve tempo, alla massa dei creditori".

"Accuse infondate e strumentali" nei confronti di Unicredit, si legge in una nota della banca. "UniCredit, in relazione alla vicenda, - si legge- ribadisce fermamente la correttezza del proprio operato, di quello di esponenti, anche cessati, e propri dipendenti ed è convinta che ciò potrà emergere dal vaglio delle sedi giudiziarie. Le vere ragioni del default di Divania sono contenute nella sentenza dichiarativa del suo fallimento del giugno 2011, confermate anche dalla Corte d'Appello di Bari e nella sostanza escludono che la contestata operatività in derivati abbia potuto rappresentare anche solo una concausa del dissesto di Divania, tanto più che Divania non ha mai pagato ad UniCredit alcuno degli importi oggetto di contestazioni solo infondate e strumentali".

"UniCredit evidenzia inoltre che sulla medesima vicenda Divania, nel luglio 2014, il gup del Tribunale di Bari ha prosciolto tutti i dipendenti ed ex dipendenti del Gruppo UniCredit coinvolti".

  Continua...

 

AGGIORNAMENTO

  • Italy
  • US
  • UK
  • Europe
Crac Divania, istanza curatela a Tribunale Bari per avere 183 mln da Unicredit | Mercati | Bond | Reuters.com
    chart
  • FTSEMIB
    21,210.57
    -0.38%
  • FTSE Italia All-Share Index
    23,469.55
    -0.38%
  • Euronext 100
    1,028.06
    -0.01%