RPT-INSIGHT-Npl, svalutazioni UniCredit segnale d'allarme per banche italiane

venerdì 3 febbraio 2017 18:00
 

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By Paola Arosio and Silvia Aloisi

MILANO, 3 febbraio (Reuters) - UniCredit ha pesantemente svalutato l'investimento da 700 milioni di euro in Atlante, creando una implicita pressione sugli altri sottoscrittori del fondo di salvataggio delle banche e complicando gli sforzi dell'Italia per la stabilizzazione del sistema.

Alle prese con un aumento di capitale 'monstre' da 13 miliardi dopo una radicale pulizia di bilancio, UniCredit ha ridotto il valore della quota in Atlante di oltre un terzo, per due fonti, che non hanno voluto fornire numeri precisi. Una fonte bancaria ha parlato di una svalutazione vicina al 70%.

Atlante non ha commentato.

Intesa Sanpaolo ha svalutato la sua quota in Atlante del 33%. Le altre banche, dopo essersi consultate nei giorni scorsi per adottare una linea comune, sono orientate a una svalutazione del 30%, secondo una fonte a conoscenza della situazione. Ma potrebbero essere costrette a nuove svalutazioni in futuro.

Esponenti di Atlante riconoscono che il fondo ha perso valore ma ricordano che l'orizzonte di investimento è di cinque anni e l'obiettivo è creare valore in quell'arco temporale.

Le svalutazioni possone essere lette come un'ammissione che mettere in sicurezza le banche italiane sarà molto più oneroso di quanto pensino banchieri e governo e che altre perdite si profilano per il settore.

Considerazioni che probabilmente scoraggeranno il settore privato dal mettere altro denaro per salvare le banche più deboli. E che aggiungeranno pressione su Roma, aumentando i dubbi sull'adeguatezza dei 20 miliardi stanziati dal governo per il sistema bancario italiano.   Continua...

 

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