27 gennaio 2017 / 16:51 / 9 mesi fa

PUNTO 1-Padoan: procedura Ue sarebbe grande problema per Italia

(Aggiunge contesto)

BRUXELLES, 27 gennaio (Reuters) - Per l‘Italia sarebbe un “grande problema” se la Commissione europea dovesse bocciare il bilancio 2017 e aprire una procedura di infrazione, secondo il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan.

Bruxelles ha inviato al governo italiano una lettera in cui chiede la correzione del deficit strutturale -- calcolato al netto del ciclo e delle una tantum -- di circa 0,2 punti di Pil, ritenendo che il bilancio di quest‘anno si discosti dal cammino di riduzione del rapporto debito/pil.

Al termine della due giorni di Eurogruppo ed Ecofin, Padoan ha detto che la risposta dell‘Italia arriverà entro la scadenza del primo febbraio e ha ribadito che l‘Italia vorrebbe aumentare le spese legate all‘emergenza e alla ricostruzione delle zone colpite da disastri naturali.

Sisma e forti nevicate hanno generato la slavina del 18 gennaio che è costata la vita a 29 persone sul Gran Sasso.

“Ci sarà un incremento delle spese, mi aspetto già misure concrete la prossima settimana ”, ha detto il ministro.

La legge di Bilancio approvata dal Parlamento a dicembre contiene un effetto espansivo sull‘economia di 12 miliardi, cioè la differenza fra l‘indebitamento tendenziale (1,6% del Pil) e programmatico (2,3%).

L‘ultima procedura per deficit eccessivo avviata contro l‘Italia si è chiusa a maggio 2013.

Il premier Paolo Gentiloni agisce in continuità rispetto a Matteo Renzi, che aveva fatto del ‘no’ a qualunque ipotesi di manovra correttiva un fattore di discontinuità con i governi passati.

Il negoziato con la Commissione è reso più complesso dal fatto che il Pd, di cui Renzi è leader, continua ad accarezzare la prospettiva di elezioni a giugno.

Un senatore democratico osserva che solo un governo a inizio legislatura può essere in grado di gestire il difficile passaggio della legge di Bilancio 2018 e non certo un esecutivo in campagna elettorale.

Evitare, come previsto dalle clausole di salvaguardia concordate con l‘Europa, che l‘anno prossimo l‘Iva salga dal 22 al 25,9% richiede 19,6 miliardi, una manovra oltre cinque volte superiore ai 3,4 miliardi chiesti ora da Bruxelles.

L‘Italia ha ottenuto in due anni margini di manovra per circa 28 miliardi e la Commissione europea ha escluso che la cosiddetta ‘flessibilità’ possa essere estesa ai prossimi anni.

(Francesco Guarascio)

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