22 dicembre 2016 / 18:35 / tra 9 mesi

Titoli Stato, 2017 più pesante per scadenze, pesano evoluzioni interne - Tesoro

MILANO, 22 dicembre (Reuters) - Un profilo di scadenze più impegnativo dell‘anno che si sta per chiudere, insieme a uno scenario politico ed economico interno in divenire, condizioneranno la strategia di raccolta di Stato.

Lo dice il ministero dell‘Economia nelle linee guida per la gestione del debito per l‘anno nuovo.

Oltre a tener conto delle maggiori esigenze di finanziamento in termini assoluti, legate ai titoli in scadenza di 30 miliardi superiori (Bot esclusi) a quelli del 2016 -- si legge nel documento programmatico -- Via XX Settembre si muoverà in un contesto di mercato probabilmente molto diverso da quello del 2016.

“Alla luce di quanto osservato nelle ultime settimane del 2016, è lecito attendersi che i tassi di interesse, la conformazione della curva dei rendimenti e l‘inflazione si evolvano in maniera significativamente difforme dall‘andamento che ha caratterizzato l‘anno che sta per chiudersi”, dicono le considerazioni introduttive.

“Inoltre, nel 2017 le esigenze di finanziamento saranno superiori a quelle del 2016, rendendo necessario un utilizzo ampiamente diversificato dei vari strumenti di debito a disposizione del Tesoro, al fine di garantire un agevole collocamento di tutte le emissioni e l‘ordinato funzionamento del mercato secondario dei titoli di Stato”, continua la premessa.

Si fa inoltre riferimento a un “deciso incremento della volatiltà” nei corsi dei titoli governativi, nonché alla complessità di prevedere l‘evoluzione della curva dei rendimenti europei in reazione al contesto macroeconomico internazionale e agli interventi Bce, dopo le ultime modifiche apportate al programma degli acquisti Qe.

La curva italiana, si dice espressamente, sarà inoltre “influenzata dalle vicende politiche ed economiche interne, in funzione dei loro riflessi sulle principali variabili di finanza pubblica”.

Passando ai dettagli, si parla per il 2017 di scadenze pari a poco meno di 216 miliardi a esclusione dei Bot, un ammontare di 30 miliardi superiore a quello del 2016.

Partendo proprio dai Bot, l‘idea è di volumi “moderatamente incrementati” ma simili in termine di percentuale sul totale dei volumi.

In linea con l‘importo in scadenza procederà l‘offerta di Ctz, che verrà però riproposta a scadenza mensile.

Quanto al Btp, 3 e 5 anni aumenteranno in termini di volumi assoluti, mentre 7 e 10 anni proseguiranno in linea. La maggiore gamma di strumenti a disposizione sulla parte extra-lunga dopo l‘introduzione a 20 e 50 anni permetterà una migliore diversificazione. Con l‘asta di metà mese il ministero potrà infatti decidere quando emettere a scadenza 15, 20 o trent‘anni. Il nuovo titolo a 50 anni potrà essere riaperto a metà o fine mese, anche tramite sindacato bancario, in funzione dell‘andamento di mercato del titolo in corso di emissione.

Verrà inoltre aumentata l‘offerta di CctEu e anche quella di Btp indicizzati all‘inflazione, con il potenziale lancio di un nuovo 10 anni.

Il Tesoro si riserva poi la facoltà di innalzare da 15% a 20% la quote delle riaperure da destinare agli operatori specialisti.

Per il comparto dei Btp Italia si prevono nel 2017 due nuove emissioni a scadenza tra sei e otto anni. In considerazione della scadenza pari a 39 miliardi potranno inoltre essere utilizzati gli strumenti di concambio o riacquisto.

Lo strumento dello swap e del buyback sarà infine utilizzato con l‘obiettivo di ridurre i volumi in scadenza nel biennio 2018-2019, “ove possibile anche nel corso dello stesso 2017”.

A consuntivo, il costo medio all‘emissione è risultato pari quest‘anno a 0,55% da 0,70% del 2015.

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