PUNTO 1-Referendum, nuova sfida in mano a Consulta, stavolta su Jobs act

mercoledì 14 dicembre 2016 15:04
 

* Eventuale referendum polpetta avvelenata per governo

* Poletti: voto prima di consultazione popolare

* Cgil ha chiesto di abrogare parte della riforma (Aggiunge dichiarazioni, background, accorpa pezzi)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 14 dicembre (Reuters) - Il neo governo targato Paolo Gentiloni potrebbe dover fronteggiare una nuova battaglia referendaria, dopo quella che ha abbattuto il suo predecessore Matteo Renzi, se la Consulta ammetterà i quesiti della Cgil per abrogare parte del Jobs act e altre norme in materia di mercato del lavoro.

E' di oggi la notizia che la Corte costituzionale discuterà l'11 gennaio 2017 sulla legittimità costituzionale dei tre quesiti referendari per abrogare la riforma dell'articolo 18, reintrodurre la responsabilità solidale negli appalti e abolire le norme che consentono il lavoro accessorio (voucher).

Il Jobs act, insieme con le riforme costituzionali bocciate dal referendum del 4 dicembre, rappresenta il marchio di fabbrica del governo di Matteo Renzi. E non è difficile immaginare che, se si votasse, si ricompatterebbe il fronte del no che ha vinto 60%-40% la battaglia contro la modifica della Costituzione, vedendo schierati Cgil, Lega, M5s e sinistra.

"Mi sembra che l'atteggiamento prevalente sia quello di andare a votare presto, quindi prima del referendum sul Jobs Act", tenta di rassicurare il ministro del Welfare, Giuliano Poletti.

Il capo di Confindustria Vincenzo Boccia lamenta l'endemica incapacità italiana di cambiare. "Abbiamo fatto il Jobs Act, adesso c'è il referendum: se arriva cosa accade? E io imprenditore attendo e non assumo".   Continua...

 

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