Divania, UniCredit condannata a pagare 12 mln a curatela fallimentare società

giovedì 19 maggio 2016 16:28
 

BARI, 19 maggio (Reuters) - Il giudice monocratico del Tribunale civile di Bari ha condannato UniCredit a pagare oltre 12 milioni di euro a favore della curatela fallimentare di Divania, in una delle cause civili intentate dalla società barese nei confronti della banca per il suo fallimento del 2006.

Secondo l'accusa, UniCredit fece firmare a Divania 203 derivati che provocarono alla società perdite che la portarono al fallimento.

La causa odierna è una della tre civili pendenti fra Divania e la banca, nelle quali la società pugliese chiede la restituzione di complessivi 219 milioni di euro, oltre interessi, pagati alla banca per i derivati e 81 milioni di euro per i danni provocati dagli stessi derivati, secondo quanto riferito dal titolare dell'azienda, Francesco Saverio Parisi, in una nota diffusa nei mesi scorsi.

Per Parisi, la sua società è fallita per aver stipulato con UniCredit derivati ad altissimo rischio.

Al momento non è stato possibile avere un commento da UniCredit, che in passato ha sempre respinto ogni addebito.

Nella sentenza pronunciata oggi, il giudice ha riconosciuto "le gravi violazioni poste in essere da UniCredit nella gestione dell'operatività in strumenti finanziari derivati" sottoscritti da Parisi fra il 2000 e il 2005.

Il giudice - secondo il quale "la condotta della banca ha cagionato una serie rilevantissima di danni" - ha parlato di operazioni finanziarie "non assolutamente coerenti con il profilo di rischio della società Divania" e "assolutamente inappropriate". Secondo il giudice inoltre Parisi ha effettuato "investimenti in maniera inconsapevole, senza conoscere adeguatamente natura e tipologia degli strumenti finanziari sottoscritti".

In un'altra delle tre cause civili, lo scorso novembre il Tribunale civile di Bari ha respinto la richiesta di Divania di ottenere un risarcimento da 1,6 milioni da parte della banca.

Il fallimento di Divania ha anche un risvolto penale - in fase di udienza preliminare - che vede tra i 16 imputati anche l'AD di UniCredit Federico Ghizzoni, e il suo predecessore Alessandro Profumo, con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta. Tutti hanno respinto gli addebiti.   Continua...