Eni, sciopero e piazza contro vendita Versalis. Sindacati da governo

venerdì 13 maggio 2016 14:01
 

ROMA, 13 maggio (Reuters) - Sciopero di otto ore e manifestazione di piazza oggi a Roma per i lavoratori di Eni che protestano contro la cessione di Versalis, la società chimica della major petrolifera. Nel pomeriggio i sindacati saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza, Claudio De Vincenti.

Ieri l'AD Claudio Descalzi ha detto che Eni punta a restare al 30% del capitale di Versalis e che una soluzione è vicina, anche se non è detto che si chiuderà con il fondo Usa Sk Capital.

Per Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom, il piano di cessione prova la volontà del governo di un "progressivo disimpegno dell'Eni sul territorio nazionale in favore di politiche finanziarie e speculative" con ricadute occupazionali nel settore della chimica e dell'indotto.

"Ci aspettiamo risposte dalla Presidenza del Consiglio alla quale chiediamo se un'impresa di cui è proprietaria la Cassa Depositi e Prestiti possa vendere ad un piccolo fondo americano - SK Capital - assolutamente non in grado di fornire garanzie finanziarie né industriali, per di più con sede alle isole Cayman e nel Delaware, vero paradiso fiscale all'interno degli Usa", ha detto Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil concludendo la manifestazione Filctem, Femca, Uiltec dei lavoratori Eni e Saipem che hanno incrociato le braccia per la quarta volta in pochi mesi.

Il Tesoro detiene il 4,34% di Eni e Cdp il 25,76%.

Miceli ha aggiunto che nel'incontro con Descalzi del 18 maggio i sindacati chiederanno la immediata interruzione della trattativa per la cessione.

Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, chiede al governo di non fare da spettatore "prendendosi solo i dividendi" per la sua quota nella major.

"Sarebbe assurdo se non si riuscisse a evitare il disimpegno in questo caso in cui ad essere coinvolta è una grande e strategica azienda italiana come l'Eni".

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