Pensioni, prestito unica soluzione per flessibilità - Zanetti

mercoledì 27 aprile 2016 12:52
 

ROMA, 27 aprile (Reuters) - L'unica strada per introdurre elementi di flessibilità nell'uscita dal lavoro senza compromettere i conti pubblici è quella del prestito previdenziale, secondo il viceministro all'Economia e segretario politico di Scelta Civica, Enrico Zanetti.

"La formula del prestito pensionistico è l'unica che può dare risposte al tema della flessibilità senza pregiudicare questi imprescindibili obiettivi [di finanza pubblica]", scrive Zanetti in una nota nel giorno in cui la maggioranza, nelle risoluzione al Def in Parlamento, torna sulla necessità di una flessibilità previdenziale "ragionevole", ovvero non troppo penalizzante per i lavoratori e dunque più onerosa per lo Stato.

"Scaricare sul bilancio dello Stato miliardi di maggiori oneri per spesa pensionistica sarebbe irresponsabile. Non perché ci servono per fare austerità fine a se stessa, ma perché ci servono per continuare a lavorare sulla vera priorità del Paese: più investimenti e meno imposte su lavoratori e imprese", prosegue Zanetti.

Il costo annuo della flessibilità per il bilancio dello Stato sarebbe tra i 5 e i 7 miliardi, secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini.

La scorsa settimana, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha aperto alla possibilità di un intervento delle banche per sostenere una maggiore flessibilità nel ritiro dal lavoro.

L'ipotesi del prestito previdenziale con il coinvolgimento delle banche prevede che il lavoratore vicino alla pensione possa lasciare qualche anno prima percependo un assegno sotto forma di prestito elargito dagli istituti di credito, che poi rimborserà gradualmente una volta raggiunta l'età effettiva di pensionamento. L'Inps farebbe da garante alle banche.

Nella risoluzione al Def che sarà votata oggi da Camera e Senato, la maggioranza impegna il governo ad "adottare ogni iniziativa utile a promuovere, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati nel Documento, interventi in materia previdenziale volti a introdurre elementi di flessibilità per quanto attiene all'età di accesso al pensionamento".

In particolare, si chiede al governo di procedere "anche con la previsione di ragionevoli penalizzazioni, nonché interventi, anche selettivi, in particolare nei casi di disoccupazione involontaria e di lavori usuranti".

Il timore è che il lavoratore per poter uscire prima degli oltre 66 anni previsti ormai dalla riforma Fornero sia costretto a rinunciare a una percentuale alta dell'assegno.

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