Commissione Ue tende a compromessi su bilanci, serve autorità fiscale-Weidmann

martedì 26 aprile 2016 18:51
 

MILANO, 26 aprile (Reuters) - L'introduzione di un'autorità fiscale europea che abbia la responsabilità di controllare che i bilanci degli Stati siano rispettosi delle regole potrebbe essere una soluzione per superare la logica compromissoria della Commissione Ue.

E' quanto afferma il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, in un discorso tenuto all'ambasciata tedesca a Roma.

In reazione alla crisi le regole di bilancio sono state adeguate e sono state rese più complicate dando alla Commissione un "maggior grado di libertà nello svolgimento delle attività di controllo", puntualizza Weidmann, che ricorda come le regole siano state violate nel corso degli anni da diversi Paesi, tra cui l'Italia.

Anche la Germania, riconosce Weidmann, nel biennio 2003/2004, quando ottenne la possibilità di sforare il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil, ha contribuito a indebolirne la forza vincolante.

In questa fase, "la Commissione si trova in una situazione di conflittualità degli obiettivi: da un lato deve agire come garante dei Trattati e controllare l'applicazione delle regole. Dall'altro... è una istituzione politica chiamata a mediare tra gli interessi più diversi", si legge nel testo del discorso.

"Il risultato -- prosegue il numero uno della Bundesbank -- è che la Commissione tende continuamente a scendere a compromessi a danno del rispetto del bilancio, ad esempio prorogando di volta in volta la scadenza dei periodi di adeguamento per gli Stati in situazione di deficit", dice Weidmann, con un riferimento neanche troppo velato alla situazione di Parigi e Roma.

La soluzione sarebbe dunque una autorità fiscale europea, che assuma il compito di controllare i bilanci, attualmente nella mani dell'esecutivo Ue.

Weidmann si dice scettico sulla possibilità di arrivare in tempi brevi ad una vera e propria unione fiscale, comprensiva di un ministro delle Finnaze comune dotato del proprio budget e di un sistema che permetta interventi regolamentati nei bilanci nazionali, obiettivo che richiederebbe ampie modifiche ai Trattati e referendum negli Stati membri.

"A mio avviso si tratta di ostacoli enormi. Al momento non vedo la volontà di superare questi limiti, nè in Italia, nè in Germania, nè in altri Paesi", sottolinea il presidente della Bundesbank.   Continua...