ECONOMICA-Def, il controcanto al governo dell'Autorità per i conti pubblici

venerdì 22 aprile 2016 10:49
 

di Luca Trogni

MILANO, 22 aprile (Reuters) - I target delineati dal governo Renzi per il 2017 e per il 2018 non rispettano il percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio previsto dalle regole europee.

Nè gli elementi negativi della congiuntura internazionale richiamati nel Documento di economia e finanza (Def) per spiegare il rinvio al 2019 del raggiungimento di un budget senza deficit hanno un riscontro negli eventi eccezionali che Bruxelles considera per permettere slittamenti.

Con i nuovi numeri per il debito, poi, le regole europee sulla sua riduzione in rapporto al Pil non sono rispettate nè guardando agli anni addietro (metodologia backward looking) nè con la metodologia forward looking. Quest'ultimo impegno, che veniva rispettato con i numeri della Legge di Stabilità (calo al 131,4%), non lo è più con la dinamica di minima riduzione del debito prevista dal Def (discesa al 132,4% dal 132,7%). E va tenuto conto del fatto che sorprese negative dell'inflazione metterebbero a riscio la dinamica del Pil nominale e con essa il percorso di riduzione del rapporto debito/pil.

A parlare non è l'ala pro-austerità della Commissione europea. E' invece l'italianissimo Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), l'organismo indipendente chiamato, in base alla normativa di Bruxelles, a verificare il rispetto delle regole di bilancio europee, ma anche ad assicurare l'affidabilità dei conti pubblici.

In generale, sostiene l'authority, l'elevata dose di incertezza che contraddistingue l'attuale fase economica dovrebbe spingere a un approccio di cautela, mentre le stime del Def, osprattutto per il 2017 e 2018, sono sempre attorno al limite maggiore del consensus degli economisti.

DERIVATI

L'analisi dell'autorità per i conti pubblici critica anche l'insufficiente analisi del Def in tema di costi futuri dei derivati sottoscritti dal tesoro italiano.   Continua...