19 aprile 2016 / 10:57 / un anno fa

PUNTO 1-Padoan: presto manovra per bloccare clausole salvaguardia

* Pensioni: Padoan apre a ruolo banche per uscite flessibili

* Scostamento deficit strutturale compatibile con regole Ue (Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni e contesto)

di Antonella Cinelli

ROMA, 19 aprile (Reuters) - Il governo definirà nel prossimi mesi una "manovra alternativa" per sterilizzare le clausole di salvaguardia che potrebbero attivarsi nel 2017 e valgono circa 15 miliardi di euro, ha detto oggi il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Il ministro, nel corso di una audizione parlamentare sul Def, ha anche aperto alla possibilità di un intervento delle banche per sostenere una maggiore flessibilità nel sistema previdenziale.

"L'intendimento del governo è di sterilizzare le clausole di salvaguardia attuando una manovra alternativa, che verrà definita nei prossimi mesi", ha detto Padoan precisando che le clausole valgono lo 0,9% del Pil e che verrà garantito un indebitamento netto dell'1,8% nel 2017.

Sul tema delle pensioni, a una domanda sul possibile ruolo delle banche per agevolare la flessibilità in uscita, Padoan precisa che "su questo tema il Def non si addentra", ma si dice "sicuramente favorevole a fonti di finanziamento complementari che si possono studiare: il Def non esclude queste cose, le rinvia". Per il ministro, ci sono "margini per ragionare sia su strumenti che su incentivi per migliorare le opportunità per chi vuole andare in pensione e per chi entra nel mercato del lavoro".

A senatori e deputati Padoan ha detto che la crescita sembra avere ripreso "slancio" nel primo trimestre e si consoliderà nel corso del 2016. Il Def varato a metà aprile prevede il Pil a +1,2% (+1,4% nel 2017) dopo il +0,8% dello scorso anno.

Istat parla di una crescita nei primi tre mesi dello 0,3% con un range tra +0,1% e +0,5%.

STIME FMI: "VEDREMO CHI HA RAGIONE"

Il ministro ha poi dato rassicurazioni sul saldo strutturale, la cui variazione di 0,7 punti percentuali "ora prevista costituisce una deviazione non tale però da essere definita una deviazione significativa, quindi compatibile con quanto previsto dal braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita".

Riguardo alle stime del Fondo monetario internazionale sull'Italia, meno rosee di quelle fornite dal governo, Padoan si è mostrato fiducioso: "Staremo a vedere chi ha ragione".

"Quest'anno all'Fmi si è parlato poco di Italia: se n'è parlato un po', come di un esempio" positivo sulle riforme delle banche e del mercato del lavoro. Al contrario, in tema di riforme, altri Paesi stanno facendo progressi "insoddisfacenti".

Padoan è fiducioso che l'Ue concederà all'Italia la flessibilità richiesta sugli investimenti e ha ribadito la netta contrarietà del governo alla possibilità di porre un limite al possesso di titoli di Stato da parte delle banche. Il tema sarà sul tavolo dell'Ecofin del fine settimana ad Amsterdam.

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