Italia, debito/Pil in calo da 2017 anche con rilassamento disciplina bilancio - Fmi

mercoledì 13 aprile 2016 16:31
 

MILANO, 13 aprile (Reuters) - L'allentamento della politica di aggiustamento dei conti pubblici deciso dal governo per il 2016 non dovrebbe impedire all'Italia, secondo il Fmi, di arrivare al traguardo di un calo del rapporto debito/Pil, obiettivo che Washington colloca comunque nel 2017.

Nell'edizione primaverile del Fiscal Monitor il Fondo include l'Italia tra i Paesi che per l'anno in corso stanno rallentando il processo di aggiustamento dei conti, ma che allo stesso tempo possono contare su una situazione di partenza "in qualche modo più favorevole" ovvero, nel caso specifico, su un saldo primario già in attivo.

"Come effetto di queste favorevoli condizioni iniziali, non si prevede che il rilassamento fiscale inverta la discesa del debito" si legge nel rapporto.

Il Fmi prevede per l'Italia un avanzo primario corretto per il ciclo al 2,6% quest'anno e al 3% il prossimo. Stando alle nuove stime già presentate ieri nell'ambito del World economic outlook, il calo del debito pubblico è però fissato solo al 2017, con un rapporto su Pil al 131,7% dal 133% previsto per quest'anno.

Nel Def appena presentato il governo punta invece a un lieve calo del debito già nel 2016, al 132,4% dal 132,6 del 2015.

RAZIONALIZZAZIONE SPESA E RIFORMA PA

Il Fmi non manca però di sottolineare la necessità in Italia di un ulteriore consolidamento fiscale, che passi prima di tutto attraverso un "mix pro-crescita" di razionalizzazione e riduzione della spesa "che migliori il bilancio strutturale e collochi il debito su un sentiero stabilmente discendente".

Un altro tema toccato è quello della produttività. Secondo il Fiscal Monitor per l'Italia sarà "cruciale" un'adeguata implementazione della riforma della pubblica amministrazione, "che comprenda la sostanziale razionalizzazione delle amministrazioni e delle aziende locali e la semplificazione delle procedure e delle regolamentazioni amministrative". Questa dovrebbe permetterere di "liberare" la crescita della produttività sia nel settore pubblico sia in quello privato.   Continua...