13 aprile 2016 / 13:02 / 2 anni fa

Banche Italia penalizzate da difficoltà in riduzione Npl - Fmi

MILANO, 13 aprile (Reuters) - Il mercato è preoccupato dalla massa delle sofferenze del settore bancario italiano, tra i più esposti ai rischi di un aumento dei costi di finanziamento e all‘impatto dell‘attuale regime di bassi tassi di interesse.

L‘allarme arriva dall‘edizione primaverile del Global Financial Stability Report (Gfsr) del Fmi, che chiede a livello di zona euro un‘urgente e ampia strategia per la gestione degli Npl che combini “supervisione risoluta”, riforme dei regimi di insolvenza e sviluppo dei mercati del debito problematico.

AUMENTATI RISCHI SU COSTO RACCOLTA

Nel rapporto semestrale si legge che il deterioramento della redditività e i problemi irrisolti derivanti dalla crisi economica sono alla base dell‘aumentato rischio di un aggravio del costo dei capitali esterni e del funding.

“A tale riguardo le banche italiane fronteggiano una sfida particolare” si legge nel Gfsr, in quanto il mercato sconta i timori sulle difficoltà che alcuni istituti potrebbero avere nello smaltire il “considerevole” eccesso di sofferenze, “nonostante le utili azioni intraprese dalle autorità italiane per facilitare l‘aggiustamento dei bilanci”.

Una manifestazione di ciò, rileva il documento, è stata la sensibile correzione di gennaio e febbraio sul mercato dei bond subordinati e ibridi, in particolare proprio quello italiano. Si sottolinea del resto che il bail-in che ha coinvolto i portatori di obbligazioni subordinate delle quattro banche italiane salvate a fine 2015 ha suscitato preoccupazione tra gli investitori, e il trattamento di alcune categorie di obbligazionisti senior del Novo Banco in Portogallo “ha portato alla percezione di una gestione non uniforme e a un aumento dell‘incertezza che ha intaccato la fiducia”.

IMPATTO SU PROFITTI IN REGIME DI TASSI BASSI

Allo stesso tempo, sempre secondo il Fondo, i profitti del sistema bancario italiano sono tra i più vulnerabili all‘attuale condizione di tassi bassi o addirittura negativi: in primis (come per Germania, Portogallo e Spagna) a causa dell‘ampia base di depositi di famiglie e imprese, la cui remunerazione non si adatta tanto velocemente al calo dei rendimenti sul mercato.

Inoltre, il sistema italiano (con Spagna e Portogallo) mostra una correlazione elevata tra andamento dei tassi di mercato e ritorno sugli affidamenti bancari, in parte ad esempio per l‘elevata presenza di mutui immobiliari a tasso variabile. Infine, nota il Fondo, le banche italiane (insieme a quelle tedesche e giapponesi) sono più sensibili a tassi bassi in quanto il livello di redditività iniziale è più ridotto, di conseguenza relativamente più colpito da una data compressione del margine da interesse.

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