Rcs, soci storici contro prezzo Ops, intanto gruppo rischia impasse

lunedì 11 aprile 2016 19:44
 

di Claudia Cristoferi

MILANO, 11 aprile (Reuters) - L'Ops di Cairo Communication segna uno spartiacque nella storia di Rcs, che mai si era trovata ad affrontare un'operazione di mercato non concordata e che potrebbe portarla sotto il controllo di un unico azionista che per giunta di mestiere fa soltanto l'editore.

La reazione degli azionisti storici, con l'eccezione di Intesa Sanpaolo che è stata secondo alcuni regista dell'operazione e che affianca Cairo come advisor tramite Banca Imi, non è positiva: in primo luogo per una questione di prezzo. C'è però anche chi avanza perplessità sul fatto che l'imprenditore novarese sia all'altezza della difficile sfida e sia nelle condizioni di migliorare la sua offerta in modo adeguato: Cairo Communication ha un giro d'affari da 260 milioni contro il miliardo abbondante di Rcs, anche se ha una posizione finanziaria netta positiva di oltre 100 milioni a fronte di un debito di via Rizzoli di quasi 500 milioni.

Le alternative però non sono molte: l'unica risposta possibile sarebbe un'altra azione di mercato, ad esempio una contro-Opa.

SOCI CONTRARI, UN PROBLEMA DI PREZZO MA NON SOLO

"C'è un fronte del no, motivato principalmente da una questione di prezzo", dice una fonte vicina alla situazione che cita Mediobanca (al 6,25% di Rcs), Unipol (4,6%), Della Valle (7,3%), Pirelli (4,4%) e Rotelli (2,7%).

Anche gli analisti convengono che la valutazione di Rcs in azioni Cairo (100 ogni 12) non è altissima ma pur con vari distinguo sottolineano che un successo dell'Ops scongiurerebbe da un lato il rischio di un aumento di capitale dall'esito incerto e, dall'altro, offrirebbe interessanti occasioni di sinergie in un settore sta inesorabilmente muovendosi verso il consolidamento per far fronte al calo strutturale di copie vendute e pubblicità. Così il titolo è schizzato di quasi +30%.

Secondo quanto ricostruito da Reuters, Cairo aveva fatto intendere, senza successo, l'intenzione di aumentare il suo peso nel gruppo. "Adesso ha deciso di farlo a modo suo", dice una fonte vicina alla situazione, spiazzando di fatto la società (il Cda non era stato avvisato) e gli altri azionisti, che non hanno gradito.   Continua...