Lavoro, governo verso riforma contratti aziendali che guarda a Fiat

venerdì 8 aprile 2016 17:09
 

di Francesca Piscioneri

ROMA, 8 aprile (Reuters) - Il tempo è scaduto e il governo interverrà a maggio sulla riforma dei contratti senza più aspettare che sindacati e Confindustria trovino l'intesa su una materia tradizionalmente di loro competenza.

Matteo Renzi, riferisce una fonte governativa, è pronto a introdurre per legge un modello che valorizzi sempre più il cosiddetto secondo livello, aziendale, che disciplinerà orari, turni di lavoro e la retribuzione aggiuntiva legata alla produttività. Il salario base resterebbe in ogni caso appannaggio della contrattazione nazionale.

Ma soprattutto l'esecutivo vuole fissare i criteri della rappresentanza e della esigibilità degli accordi erga omnes. In sostanza, penalizzazioni per chi violi i patti approvati dalla maggioranza.

Conferma arriva dalla bozza al Def che il governo varerà stasera nella quale si parla di "prevalenza" del secondo livello in tema di organizzazione e produzione del lavoro.

"Nel 2016 il governo si concentrerà su una riforma della contrattazione aziendale con l'obiettivo di rendere esigibili ed efficaci i contratti aziendali e di garantire la pace sindacale in costanza di contratto", aggiunge la bozza.

Il contratto aziendale, dice la fonte governativa, sarà valido per tutti qualora abbia il consenso del 50% più uno dei lavoratori. O perché la maggioranza firma e la minoranza non chiama il referendum o perché la maggioranza firma e il referendum conferma.

Insomma, l'esecutivo mira a un nuovo sistema di relazioni industriali incentrato su quei principi di produttività e, soprattutto, caro a Sergio Marchionne. Come noto, il manager italo-canadese, lamentando la mancanza di garanzie sulla esigibilità dei contratti, decise l'uscita di Fiat da Confindustria nel 2010 per avere le mani libere di creare un accordo di gruppo scollegato da quello nazionale dei metalmeccanici.

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