5 aprile 2016 / 17:47 / 2 anni fa

Banche, vertice per creare strumento privato per aumenti, cessioni NPLs -fonti

di Paola Arosio e Stefano Bernabei

ROMA/MILANO, 5 aprile (Reuters) - Il vertice straordinario sulle banche di questa mattina a Palazzo Chigi, introdotto dal premier Matteo Renzi, mira a creare un veicolo privato che potrà servire ad affrontare collettivamente le problematiche di alcuni istituti italiani, vuoi per garantirne eventuali aumenti o per gestirne la cessione delle sofferenze.

E’ quanto hanno riferito a Reuters, in assenza di commenti ufficiali, diverse fonti vicine all‘incontro, definito “un primo passo”. Oggi non si è arrivati a un accordo e per questo il veicolo potrebbe non arrivare in tempo per l‘aumento fino a 1,75 miliardi della Popolare di Vicenza, garantito dalla sola Unicredit e che deve andare in porto entro aprile.

Oggi attorno al tavolo del governo erano riuniti tutti i massimi rappresentanti del sistema. Il governatore della Banca d‘Italia Ignazio Visco, il ministro Pier Carlo Padoan, ma anche i capi azienda di grandi banche come Carlo Messina, AD di Intesa , Federico Ghizzoni, AD Unicredit, e il Ceo di Ubi Victor Massiah.

Poi i vertici di Cdp, il presidente Claudio Costamagna e l‘AD Fabio Gallia, descritti come “molto coinvolti nel progetto” e il presidente dell‘Acri e della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, che guarderebbe con favore all‘iniziativa.

“Non si è parlato solo delle due banche venete ma su come affrontare la questione per tutte e quattro”, riferendosi anche a Banca Mps e Carige che hanno molti Npl da smaltire, oltre che alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca, che pure deve fare un aumento di capitale garantito da un consorzio guidato da Intesa.

Una seconda fonte ha confermato che si è parlato “delle varie operazioni in corso e delle relative diverse problematiche ma non si è entrati nel merito su come risolvere i singoli problemi”, descrivendo la riunione come “non decisiva, ma utile”.

Dopo il vertice, Guzzetti ha tenuto una riunione con le Fondazioni azioniste di Cdp, mentre domani ci sarà una riunione allargata al consiglio dell‘Acri.

“Sul tavolo c‘è l‘ipotesi di un veicolo con dentro Cdp, Fondazioni, fondi, investitori privati, fondi pensione”, dice una delle fonti. Un‘altra parla di uno “strumento collettivo di risk sharing”.

Il veicolo sarebbe tassativamente di natura privatistica. “Cdp avrebbe al massimo il 49% per evitare di incappare nelle norme contro gli aiuti pubblici”, aggiunge una delle fonti.

Non è stata però ancora definita una dimensione per questo strumento nè è stato ancora trovato un accordo sui partecipanti.

Da considerare anche che per le Fondazioni, alcune azioniste della Cdp e tutte vigilate dal Mef, gli investimenti devono essere improntati alla prudenza, concetto forse non perfettamente compatibile con un aumento dell‘esposizione verso il settore bancario senza garanzie di ritorno.

“L‘incontro non è estemporaneo, si dovrebbero rivedere in futuro sempre con questo formato”, dice una delle fonti vicine all‘incontro, lasciando presagire tempi non brevi.

“Il tema che ha occupato di più la riunione è quello dei Npls e quindi questo continua ad essere il problema che va più lentamente a risoluzione”, aggiunge.

- ha collaborato da Roma Giuseppe Fonte

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