Padoan a Le Figaro: regole Ue su bilanci danneggiano Italia

mercoledì 30 marzo 2016 11:33
 

ROMA, 30 marzo (Reuters) - Le regole europee sui bilanci sono penalizzanti per l'Italia che, se il sistema di calcolo dell'output gap fosse diverso, mostrerebbe di avere conti pubblici in equilibrio.

Lo ha detto in una intervista a Le Figaro il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan.

"Si rimprovera a volte all'Italia di chiedere troppa flessibilità, di essere insaziabile. Dimenticando che si tratta di una richiesta legittima prevista dalle regole europee. Altri paesi rivendicano questa stessa flessibilità, senza essere nelle condizioni di farlo", ha risposto il ministro a chi gli ricordava che la Commissione europea minaccia di aprire una procedura di infrazione contro l'Italia per un eccesso di deficit.

L'Italia contesta il sistema di calcolo europeo dell'output gap, cioè la differenza tra il Pil reale e quello potenziale.

La Commissione europea deciderà a maggio se concedere all'Italia un percorso più soft di riduzione del rapporto deficit/Pil, che resta comunque sotto il 3%, accogliendo le richieste di flessibilità.

"Si crede troppo spesso che l'Italia sia un Paese spendaccione ma è esattamente il contrario. L'Italia è uno dei paesi che negli anni ha fatto intensi sforzi di aggiustamento della sua politica di bilancio. Il suo problema è l'alto debito pubblico che viene da lontano. L'Italia rispetterà gli sforzi di aggiustamento che le vengono richiesti. Bisogna tuttavia notare come tale sforzo sia deformato dalle considerazioni statistiche. Sarebbe sufficiente modificare un po' le regole di calcolo per dimostrare senza ombra di dubbio che le finanze pubbliche italiane sono assolutamente in equilibrio. La Commissione ammette che tale metodo di calcolo potrebbe essere differente ma non si possono cambiare le regole mentre si gioca", spiega il ministro.

Che aggiunge: "Tali regole impongono all'Italia aggiustamenti dolorosi che le recano più danni rispetto ad altri Paesi e questo non va bene".

Padoan ha poi ribadito che il debito pubblico inizierà a scendere nell'anno in corso "ma l'Italia conosce una deflazione imposta dall'esterno. Il Pil nominale cresce più lentamente del previsto e ciò rallenta la discesa del debito pubblico".

"C'è bisogno di un ministro unico delle Finanze dell'eurozona", ha infine ribadito il ministro che oggi pomeriggio interverrà all'università Science Po di Parigi.   Continua...