Banca Etruria, commissario liquidatore chiede 300 mln danni a ex amministratori

mercoledì 23 marzo 2016 18:42
 

FIRENZE, 23 marzo (Reuters) - Il commissario liquidatore della vecchia Banca Etruria, Giuseppe Santoni, ha chiesto agli ex amministratori della banca il pagamento entro un mese di 300 milioni di euro per risarcire i danni che ritiene abbiano causato all'istituto, dichiarato insolvente.

Lo si evince dalla lettera, che Reuters ha potuto leggere, inviata dal commissario a 35 ex amministratori e agli eredi di altri due.

Tra i destinatari della richiesta i presidenti degli ultimi due Cda Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, l'ex Dg Luca Bronchi e Pier Luigi Boschi, padre della ministra Maria Elena, che rivestiva il ruolo di vicepresidente nell'ultimo Cda poi commissariato dalla Banca d'Italia.

Rosi respinge ogni addebito, mentre non è stato possibile avere un commento dagli altri soggetti interessati o dai loro legali.

Nella lettera, il commissario scrive che i destinatari "risultano aver concorso in modo commissivo e/o omissivo nelle gravi irregolarità di gestione della Bpel". Per questo viene avanzata la "richiesta di ristoro dei danni arrecati alla Bpel, nonché ai creditori sociali, a causa delle condotte illecite e della mala gestio".

Tra le condotte evidenziate da Santoni figurano alcuni finanziamenti concessi in conflitto di interessi, consulenze e premi aziendali non dovuti, ostacolo alla vigilanza della Banca d'Italia.

I destinatari della lettera hanno 30 giorni di tempo per pagare. Scaduto questo termine "la liquidazione si vedrà costretta a intraprendere azioni legali", dice il testo della missiva.

La procura di Arezzo ha aperto a febbraio un'inchiesta con l'ipotesi di reato di bancarotta.

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