ECONOMICA-Draghi tende la mano alle banche italiane più deboli

venerdì 11 marzo 2016 15:00
 

di Luca Trogni

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Per il sistema bancario italiano le nuove misure di stimolo di Mario Draghi significano 270 miliardi di euro da poter ricevere gratuitamente e in prospettiva anche venendo remunerati, e, se l'economia accelera, minori sofferenze.

Per le aziende creditizie in maggiori difficolta', come Monte dei Paschi e Carige, la ricetta Bce continuerà a lenire le ferite procurate dalla disaffezione degli investitori e dei correntisti.

Uno dei nuovi strumenti della scatola Bce consiste nella possibilità di ricevere liquidità a lungo termine a partire dal prossimo giugno e con scadenza trimestrale sino al marzo 2017 a tasso zero e, in divenire, anche negativo.

In base alle regole fissate ieri da Francoforte, per il sistema italiano vengono messi sul piatto circa 270 miliardi, ossia il 30% dei prestiti a imprese e famiglie in essere lo scorso 31 gennaio (circa 320 miliardi su 1.060 totali) al netto dei 50 miliardi ottenuti dalle banche nelle due operazioni a lunghissimo termine di Francoforte del 2014.

Le banche italiane si presentano davanti a queste nuove opportunità con una situazione rassicurante a livello di sistema sul lato dei depositi.

Vi sono però anche istituti di credito, tra cui Carige e Mps, le cui condizioni, secondo fonti, hanno spinto la Bce a monitorare i livelli di liquidità su base giornaliera .

Risultate tra le più deboli per livello patrimoniale nell'analisi effettuata dalla Bce sulla salute delle principali banche europee nel 2014, i due istituti di credito sono percepiti ancora fragili dal mercato e hanno patito più di altri la Caporetto delle Borse di inizio anno.

L'ingente perdita dei corsi azionari e la paura che le obbligazioni dei due istituti possano perdere valore in caso di un salvataggio, come avvenuto per le quattro banche andate in risoluzione lo scorso anno, hanno reso più difficoltosa la raccolta per Siena e Genova.   Continua...