MONETARIO-Tassi brevissimo a -0,3%, verso discesa -0,4% dalla settimana prossima

venerdì 11 marzo 2016 12:27
 

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Galleggiano intorno al -0,3% tecnicamente ancora applicato ai depositi straordinari Bce i tassi brevissimi sull'interbancario, che si predispongono a scivolare in direzione del nuovo benchmark a partire da metà della prossima settimana.

Il taglio di 10 centesimi varato ieri dal consiglio Bce entra infatti in vigore a partire da mercoledì 16, data di valuta del prossimo pronti contro termine a sette giorni - il primo a tasso zero.

Se l'entità della limatura sui depositi era ampiamente in linea alle aspettative, quello che ha colto in contropiede i mercati sono stati i commenti di Draghi che sembrano escludere un nuovo intervento sui tassi.

** "Il mercato monetario dava per scontato due tagli sui depositi, la Bce ha invece preferito intervenire insieme sul tasso del p/t e sul programma di 'quantitative easing'.

Rispetto a prima delle parole di Draghi la curva Eonia si è appiattita. Al momento per i depositi si vede un -0,4% almeno fino alla fine dell'anno" commenta l'operatore di una tesoreria.

** La seduta di ieri è stata contrassegnata nel pomeriggio da spiccata volatilità: da una fase di iniziale euforia, con acquisti sulle borse e rendimenti in netto calo sul secondario, si è passati a un momento di vero e proprio gelo. La situazione è oggi sicuramente più tranquilla.

** Al di là dell'azzeramento del tasso principale, in attesa di dettagli sul nuovo programma degli acquisti 'qe' che verrà a partire da fine giugno esteso alle emissioni corporate a livello 'investment grade', il mercato interbancario guarda in particolare alla nuova serie di 'Tltro'.

** Sempre a partire da giugno, la Bce è pronta a offrire alle banche della zona euro fondi a quattro anni a tassi di mercato, che possono arrivare a -0,4% in base alla dinamica degli impieghi.

** Ideate nel costante intento di far ripartire il credito, le nuove operazioni 'Tltro' si differenziano dalle precedenti perché in luogo di un meccanismo puntivo per gli istituti che non prestano ne prevedono uno che premia chi finanzia l'economia reale.   Continua...