7 ottobre 2015 / 10:44 / 2 anni fa

Bond Regioni, in sei verso chiusura buyback intorno a fine mese - fonti

di Giulio Piovaccari

MILANO, 7 ottobre (Reuters) - Potrebbe chiudersi tra fine ottobre e inizio novembre il progetto di riacquisto dei bond regionali lanciato un anno fa dal Tesoro, con il buyback di obbligazioni da parte di sei delle otto regioni coinvolte.

Secondo quanto spiega a Reuters una fonte interna a uno degli enti coinvolti, tra la scorsa settimana e quella in corso le otto regioni interessate - Abruzzo, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Puglia - hanno adottato le delibere necessarie per far partire il processo che porterà, con l'ausilio delle banche adviser (Citigroup, Bnp Paribas, Deutsche Bank e Barclays), alla valutazione dei prezzi di riacquisto.

I bond regionali sono peraltro in gran parte nelle mani di banche, più che di fondi o investitori retail, e questo potrebbe risultare secondo gli esperti un elemento capace di velocizzare il processo, restringendo le trattative a pochi soggetti coinvolti.

"Per le regioni con derivati aventi mark-to-market negativi il processo di riacquisto è più difficoltoso e potrebbe portare a risultati, in termini di ammontare di obbligazioni riacquistate, meno rilevanti sotto il profilo quantitativo" continua la fonte.

Una delle banche adviser conferma che il processo si è rimesso in moto e che "questa volta le condizioni ci sono tutte per una conclusione positiva", con una tempistica "imminente".

Secondo quanto spiega ancora la fonte, sono sei su otto le regioni che possono contare oggi su condizioni di mercato e mark-to-market (sui derivati presenti sui bond) che garantiscono la chiusura dell'operazione di riacquisto nel rispetto dei parametri di convenienza economica e non aumento del debito pubblico previsti dalla legge. Per due regioni le condizioni di mercato non permetterebbero invece la fattibilità del buyback.

"Alcune regioni lo faranno, altre no" spiega una seconda fonte finanziaria. "Bisogna ragionare sulla convenienza economica data dall'abbattimento dello stock di debito e dall'allungamento dei profili di ammortamento, di come questo possa liberare flussi di cassa a favore delle regioni".

PER SISTEMA REGIONI ATTESO RISPARMIO 400/500 MILIONI

Il processo, ripartito nelle ultime settimane dopo lo stop di fine 2014, si avvarrà anche dalla somma di 543 milioni di euro prevista dal Mef per il finanziamento dei prezzi di riacquisto. Il buyback prevede la contestuale chiusura dei derivati presenti sui bond e sarà finanziato da mutui trentennali del ministero dell'Economia alle regioni al netto dell'eventuale valore positivo del mark-to-market o degli accantonamenti effettuati dagli enti stessi. In totale il ministero mette a disposizione dell'operazione 8,7 miliardi. Al buyback possono accedere bond regionali con vita residua di almeno 5 anni e valore in circolazione superiore a 250 milioni.

Secondo quanto risulta a Reuters, il Tesoro è fiducioso di realizzare, con l'operazione, un risparmio di 400/500 milioni su tutto il sistema del debito regionale italiano.

Recentemente l'agenzia Moody's ha stimato che l'intera operazione di buyback dovrebbe garantire alle regioni un allungamento delle scadenze dall'attuale 2023/2036 al 2045 e una riduzione delle cedole, in media, tra i 100 e i 300 punti base, fino al 2% annuo.

Interpellato da Reuters, il Mef chiarisce che negli ultimi mesi i lavori non sono mai stati sospesi e che tra gli obiettivi del piano c'è quello di migliorare le condizioni finanziare degli enti, riducendo se possibile il debito della Pa anche se le quantificazioni si potranno fare solo a operazione conclusa.

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