Pensioni, da immigrati 3 mld in cassa, stop assistenza a chi espatria-Boeri

martedì 29 settembre 2015 15:35
 

ROMA, 29 settembre (Reuters) - Grazie ai lavoratori stranieri che hanno versato contributi in Italia senza poi ricevere la pensione, nelle casse dell'Inps si è accumulato un 'tesoretto' di 3 miliardi ai quali se ne potrebbero aggiungere altri dodici.

È quanto si legge nel rapporto World Wide Inps illustrato stamani.

Il presidente dell'istituto di previdenza, Tito Boeri, ha poi chiesto di sospendere l'assistenza ai pensionati residenti all'estero, intervento che consentirebbe allo Stato di risparmiare circa 200 milioni l'anno.

IMMIGRATI NON DRENANO RISORSE MA LE PORTANO ALL'ITALIA

"Le persone con cittadinanza non italiana nate prima del 1949, con contribuzione Inps, che non hanno ricevuto prestazioni previdenziali" sono 198.000, il 21% del totale, e hanno versato contributi che, capitalizzati in base alle regole del sistema contributivo, "valgono oggi oltre 3 miliardi di euro", si legge nel rapporto.

Il fenomeno deriva dal fatto che fino al 1996 per accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni era necessaria una anzianità contributiva minima, non raggiunta da molti stranieri che lasciavano l'Italia prima di averla maturata perdendo quindi il diritto a incassare quanto versato.

Se si considera poi la generazione di stranieri nati tra il 1949 e il 1981, calcolando anche su questa platea un 21% che non prenderà la pensione, "abbiamo già oggi circa 12 miliardi di montante contributivo che non darà luogo a pensione".

"Negli ultimi anni, gli stranieri versano mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi. Se anche solo il 5% (rispetto al 21% riscontrato sui nati ante 1949) di questi contributi non dà luogo a prestazioni, si ha un flusso di free riding annuale di circa 375 milioni di euro", spiega Inps.   Continua...