Renzi prepara aggiornamento Def: Pil e deficit visti al rialzo

venerdì 11 settembre 2015 14:49
 

ROMA, 11 settembre (Reuters) - Il governo vuole aumentare gli obiettivi di deficit e debito del 2016 a fronte di un andamento del Pil migliore delle attese, secondo quanto riferiscono due fonti governative a Reuters.

Perché l'operazione riesca Matteo Renzi dovrà convincere l'Europa che l'Italia merita nuova flessibilità nell'applicazione delle regole di bilancio come premio per lo sforzo sulle riforme e precondizione per la messa in opera del piano di riduzioni fiscali da 35 miliardi al 2018, termine della legislatura.

Il governo scoprirà le sue carte al più tardi il 20 settembre, termine ultimo per presentare in Parlamento la Nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza.

La stima sulla crescita del Pil di quest'anno salirà attorno a +0,9% dall'attuale +0,7%, sulla scia dei positivi dati macro relativi al primo semestre.

Anche le prospettive del 2016 sembrano migliori, tanto che l'esecutivo è orientato ad accreditare una stima di circa +1,6% a fronte del +1,4% indicato a metà aprile, riferiscono le fonti pur precisando che il lavoro istruttorio è ancora in corso.

Dopo tre anni di recessione l'Italia è uscita dalla recessione. Tra gennaio e marzo l'economia ha registrato un'espansione di +0,4% in termini congiunturali e di +0,3% tra aprile e giugno. Notizia di oggi, la produzione industriale è salita a luglio dell'1,1% su giugno, la crescita mensile più alta da oltre un anno.

Renzi, la cui popolarità è scesa bruscamente nell'ultimo anno, ha promesso 5 miliardi di tagli alle tasse sugli immobili. Il grosso, 3,5 miliardi, servirà ad eliminare la Tasi sulla prima casa.

Bisogna vedere come reagirà Bruxelles. La Commissione europea ha già concesso margini di bilancio all'Italia e potrebbe dire a Renzi che deve sfruttare il ritorno alla crescita per accelerare la riduzione di deficit e debito.

Nelle intenzioni dell'esecutivo, infatti, il deficit programmatico dovrebbe salire nel 2016 dall'1,8 ad almeno il 2% del Pil.   Continua...