Rcs, rinviata a metà novembre verifica banche su conti - fonti

venerdì 11 settembre 2015 12:20
 

* Verifica banche inizialmente prevista a fine settembre

* Concesso tempo per chiudere cessione Libri, presentare piano

* Da metà novembre possibili trattative su condizioni debito

MILANO, 11 settembre (Reuters) - Le banche hanno concesso più tempo a Rcs perchè possa chiudere la cessione del ramo Libri a Mondadori prima della verifica dei conti e dei covenant.

Lo dicono due fonti vicine alla situazione dopo che a fine agosto Rcs ha annunciato la proroga al 30 settembre dell'esclusiva con il gruppo di Segrate.

L'accordo con le banche finanziatrici prevedeva una verifica a fine mese sugli incassi da cessioni e sul rapporto debito/Ebitda, 'trigger events' che avrebbero potuto far scattere l'obbligo a ricorrere alla seconda tranche dell'aumento di capitale. "E' stato deciso di dare il tempo di concludere le trattative per la vendita di Rcs Libri, visto tra l'altro che una parte degli introiti dell'operazione dovrà andare al rimborso del debito. Una parte potrà invece essere utilizzata per gli investimenti purché 'core'", dice una delle fonti.

Oltre che sui Libri, Rcs è al lavoro anche sulla cessione della quota Finelco (radio), attesa entro il mese, sulla vendita di Veo Tv (Tv spagnola) e soprattutto sul piano industriale che sarà probabilmente presentato a ottobre.

Solo dopo, spiegano le fonti, sarà possibile aprire la discussione con le banche per una eventuale revisione delle condizioni sul debito, obiettivo annunciato da Rcs a fine agosto insieme ai conti definitivi del semestre.

Salvo modifiche, una eventuale rottura dei covenant (ci sono dei paletti sul debito anche per fine 2015) porterebbe necessariamente a una ricapitalizzazione. Il consiglio ha in mano una delega per 190 milioni da deliberare entro il 31 dicembre di quest'anno. Una "garanzia" per le banche creditirici che però non le rassicura più di tanto. "Speriamo non ci si arrivi, non vedo molti soci disponibili a sottoscrivere un nuovo aumento e le banche si troverebbero a dover fare un consorzio di garanzia non privo di rischi", osserva una fonte proveniente dal ceto bancario.   Continua...