Riforme, governo esclude fiducia, Pd riunisce tavolo

giovedì 10 settembre 2015 15:01
 

ROMA, 10 settembre (Reuters) - Nel giorno in cui il Pd riunisce il proprio "tavolo" per arrivare a un accordo interno sulla riforma costituzionale, il governo assicura che non farà ricorso alla fiducia per far approvare l'articolo che sancisce la fine dell'elezione diretta del Senato.

Alla fine della prima riunione della cosiddetta "bicamerale" del Pd a Palazzo Madama, il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti ha escluso che venga posta la questione di fiducia sull'articolo 2, per superare così resistenze interne ed evitare che il governo possa finire in minoranza.

"Non esiste al mondo", ha risposto Pizzetti ai cronisti che gli chiedevano sull'ipotesi della fiducia.

Il tavolo di consultazione permanente dei vertici democratici di Camera e Senato (capigruppo e vice sia delle delegazioni parlamentari che delle commissione competenti, più altri esponenti) si è riunito per un'ora e mezzo circa col ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

"L'istituzione del tavolo è già di per sé un fatto indubbiamente positivo; è positivo che alla fine ci sia un confronto, anche per arrivare a una soluzione condivisa tra Camera e Senato", ha detto a Reuters Doris Lo Moro, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali al Senato e nel gruppo di senatori in disaccordo con l'idea di nominare e non più eleggere i componenti di Palazzo Madama.

L'obiettivo dichiarato è quello non solo di trovare un'intesa coi "ribelli" in Senato (non solo sull'eleggibilità, ma anche sulle competenze del nuovo Senato, ridotte dal passaggio di marzo alla Camera anche contro l'indicazione del governo), ma anche di blindare il nuovo testo evitando ulteriori modifiche a Montecitorio, in modo da arrivare al referendum sulla riforma nel 2016, come vuole il premier.

Secondo una fonte del Pd, dalla riunione è uscita una "condivisione unanime sull'impianto generale della riforma", ma non si è ancora cominciato a entrare nei dettagli delle singole questioni, dall'eleggibilità alle competenze del Senato.

Il tavolo si riunirà di nuovo domani, ha detto la fonte, anche se sono possibili consultazioni lampo da qui a martedì, quando la commissione Affari costituzionali comincerà a esaminare gli oltre 513.000 emendamenti che pesano sul testo.

(Massimiliano Di Giorgio)

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