22 luglio 2015 / 12:50 / tra 2 anni

PUNTO 1-Fisco, detassare prima casa per sostenere edilizia - Padoan

(Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

ROMA, 22 luglio (Reuters) - Detassare la prima casa è necessario per sostenere il settore edile, tra i più colpiti dalla recessione.

Il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan difende la strategia fiscale del governo e dice che con Matteo Renzi c‘è comunanza di vedute, altrimenti si sarebbe già dimesso.

“L‘edilizia ha risentito molto della crisi e deve essere siostenuta. Ovviamente una riduzione, un‘eliminazione dell‘imposta sulla prima casa è una condizione necessaria anche se non sufficiente a rilanciare il settore, ma va nella direzione giusta”, ha detto Padoan intervenendo ad un convegno di Confcommercio.

Sabato il presidente del Consiglio ha annunciato di voler tagliare le tasse di 50 miliardi in 5 anni, compreso quindi quanto già fatto finora.

Il primo passo è eliminare dal 2016 la Tasi sulla prima casa, l‘Imu sui fabbricati rurali e sui cosiddetti imbullonati, i macchinari fissi.

Padoan assicura che Renzi lo ha messo a conoscenza del piano prima di annunciarlo e aggiunge: “Se non avessi condiviso prima queste misure probabilmente oggi sarei qui ma facendo un altro mestiere”.

Da capoeconomista dell‘Ocse, nel 2013, Padoan spronava l‘allora governo di larghe intese guidato da Enrico Letta a ridurre le tasse sul lavoro più che sugli immobili.

“Questa critica si stempera se si tiene conto del fatto che questa è una sequenza di taglio di tasse, che viene dopo tagli di tasse che hanno ridotto il cuneo fiscale”, dice Padoan.

La Commissione europea ha finora evitato di commentare il piano del governo: “È troppo presto per reazioni dettagliate”, ha detto il commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici.

Ancor più dell‘Ocse, Bruxelles è dell‘idea che l‘Italia debba continuare a spostare il carico fiscale dal reddito da lavoro e d‘impresa verso patrimonio, consumi ed emissioni inquinanti.

Padoan conferma i 10 miliardi di tagli alla spesa pubblica in programma nel 2016 ma non fornisce ulteriori dettagli sulle coperture. Una delle leve che l‘esecutivo mostra di voler utilizzare è l‘aumento dell‘indebitamento netto, pur se entro il tetto del 3% in rapporto al Pil stabilito dal Trattato di Maastricht.

Di certo la manovra del prossimo anno sarà impegnativa, visto che si annuncia nell‘ordine di almeno 25 miliardi.

L‘intervento su Imu e Tasi vale 5 miliardi (3,5 la detassazione della prima casa) secondo le informazioni fatte filtrare da Palazzo Chigi.

Eliminare le clausole di salvaguardia ereditate dai precedenti esecutivi richiede 16 miliardi, a cui si dovranno aggiungere 500 milioni per la reindicizzazione delle pensioni dopo la sentenza della Consulta.

Rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici può costare 1,7 miliardi stando al Documento di economia e finanza (Def), altri 2 servirebbero per prorogare al 2016 la decontribuzione dei nuovi assunti a tempo in16determinato.

(Giuseppe Fonte)

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