BREAKINGVIEWS - Grecia, Bce chiamata a difficile compito su solvibilità banche

martedì 21 luglio 2015 16:06
 

di George Hay

LONDRA, 21 luglio (Reuters) - La Bce è di fronte a una scelta tra principi e pragmatismo in merito alla solvibilità delle banche greche. Gli istituti di Atene, protetti dalla nuova liquidità della Bce e dal controllo sui capitali, hanno riaperto. Ora, nel ruolo di supervisore, Francoforte deve valutare di quanto capitale hanno bisogno oltre i 10-25 miliardi di euro ricevuti come prestiti dai creditori della zona euro.

Questo tipo di lavoro dipende da due fattori: l'entità del buco di capitale creato dall'economia greca in fase di collasso; le nuove regole europee sul bail-in che prevedono che con perdite fino all'8% delle passività il denaro dei contribuenti non venga intaccato. Per le banche greche si tratta di circa 24 miliardi di euro, secondo Manos Giakoumis, analista responsabile di MacroPolis Research.

In marzo il 36% degli impieghi domestici, pari a 75 miliardi di euro, era non-performing. Se i crediti dubbi toccano il 60% e fossero coperti da riserve pari sempre al 60%, le banche avrebbero bisogno di ulteriori 30 miliardi per coprire il buco, più quanto sarebbe necessario eventualmente per la ricapitalizzazione. In teoria una grossa fetta di questo denaro potrebbe essere reperita colpendo gli azionisti e i detentori di debito junior e senior. Le banche greche hanno 24,4 miliardi in equity e 7,5 miliardi in debito ibrido.

Sfortunatamente circa la metà del patrimonio delle banche greche è a credito d'imposta garantito dallo Stato. La Bce, privatamente, teme che questo possa legare le fortune delle banche alle fortune sovrane e viceversa.

Uno stress test severo dovrebbe ignorare questi crediti di imposta differiti. Questo taglierebbe la porzione del patrimonio soggetta a bail-in a 16 miliardi, il che significa altri 8 miliardi di passività che richiederebbero un 'haircut' prima che il pacchetto da 10-25 miliardi della zona euro possa essere toccato. Questo può avvenire soltanto con un ulteriore raddrizzamento dell'economia attraverso il prelievo dei depositi non assicurati delle compagnie greche. Questo implicherebbe che i crediti di imposta per 76 miliardi delle banche italiane, spagnole e portoghesi sono nulli o annullabili.

La Bce potrebbe argomentare che i crediti di imposta differiti sono ancora validi, in quanto garantiti da uno Stato che oggi è più solvibile di quanto fosse prima. E potrebbe argomentare che la regola del bail-in dell'8% è applicabile da gennaio. Entrambe sono furbizie ma entrambe sono meglio che innescare una nuova crisi.

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