SPECIAL REPORT-Tsipras, l'uomo che costa miliardi alla Grecia

lunedì 20 luglio 2015 17:05
 

di Dina Kyriakidou

ATENE, 20 luglio (Reuters) - Ancora una volta Alexis Tsipras si è sforzato di prendere una decisione. Per ore, il 13 luglio, il primo ministro greco e i leader europei avevano sviscerato i termini di un nuovo accordo per salvare la Grecia dalla bancarotta e mantenere il Paese nell'eurozona.

E quando una copia dell'ultima versione venne mandata in stampa, la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk erano soddisfatti. Lo sembrava anche Tsipras, ma lasciò la stanza per verificare ancora una volta alcuni dettagli con i compagni del suo partito Syriza.

Un'ora dopo non era ancora tornato. I capo di stato e di governo passeggiavano avanti e indietro, gingillandosi con i telefonini. Il presidente lituano e il premier sloveno dissero che non potevano più attendere e uscirono dalla porta di servizio, come racconta un diplomatico coinvolto nell'organizzazione del vertice.

Alla fine Tsipras riapparve e la sua risposta confermò quanto i leader europei già sospettavano: senza il pieno appoggio del suo partito, il leader greco non poteva impegnarsi. La scrittura della bozza doveva ricominciare da capo.

Il contrattempo rafforzò i dubbi dell'Europa sulla capacità di Tsipras di controllare il suo partito.

Amici e compagni dicono che dietro l'aria compassata del leader quarantenne c'è una persona che cerca di bilanciare gli interessi economici della Grecia, quelli di Syriza e la sua ideologia di sinistra. Su molti punti si rivolge ad una ristretta squadra di consiglieri, conferendo con loro più volte prima di prendere un'importante decisione.

La strategia di Tsipras ai colloqui per il bailout era di spingere i partner internazionali fino al limite, scommettendo che avrebbero fatto concessioni pur di impedire alla Grecia di uscire dall'eurozona. Alla fine è stato costretto ad abbozzare, poi ad improvvisare una linea mentre la crisi del suo Paese si avvitava a spirale.

Si è ritrovato stretto dalla Germania da un lato, che non voleva sborsare un altro centesimo per puntellare la Grecia, e dal suo partito dall'altro, che si è opposto all'austerità chiesta in cambio del salvataggio.   Continua...