Fisco, governo estende 'voluntary disclosure' ai vecchi reati

venerdì 17 luglio 2015 15:49
 

ROMA, 17 luglio (Reuters) - Il governo estende la 'voluntary disclosure' garantendo la non punibilità penale e la riduzione delle sanzioni amministrative anche nel caso di attività e imposte i cui termini di accertamento fiscale sono già scaduti.

La novità è contenuta nel decreto sulla certezza del diritto, tornato in Consiglio dei ministri per un nuovo esame preliminare assieme ad altri due provvedimenti attuativi della delega fiscale.

Palazzo Chigi spiega che il decreto introduce anche un principio a tutela dei contribuenti: il raddoppio dei termini, in presenza di un reato penale, è possibile a condizione che la denuncia sia inviata entro i termini ordinari dell'accertamento. Il raddoppio non opera se la denuncia sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini.

Viene così eliminato uno dei principali fattori che ha frenato finora le domande di adesione alla procedura di collaborazione volontaria, attraverso la quale gli evasori possono far emergere a condizioni di favore le attività detenute illegalmente in Italia e all'estero.

Alla data del 18 maggio, secondo gli ultimi dati ufficiali del governo, gli imponibili oggetto di emersione ammontavano a 288 milioni di euro. Il termine per l'adesione alla procedura è fissato al 30 settembre di quest'anno.

Anche se il gettito stimato è di appena un euro, il governo ha già ipotecato dalla voluntary disclosure 671 milioni per disinnescare l'aumento delle accise in calendario inizialmente lo scorso primo gennaio.

Il decreto conferma la nuova disciplina sull'abuso del diritto, che è contestabile solo quando un'operazione priva di sostanza economica assicura vantaggi fiscali indebiti.

Il secondo decreto conferma le norme sul rafforzamento dei ruling internazionali, gli accordi preventivi con l'amministratore fiscale per le imprese che detengono attività internazionali. La novità di oggi è che il governo introduce un incentivo fiscale al rientro in Italia di lavoratori con qualifiche elevati, sotto forma di una riduzione del reddito imponibile del 30% per cinque anni.

Il terzo decreto riduce gli adempimenti amministrativi e contabili alle imprese che utilizzano la fatturazione elettronica.

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