14 luglio 2015 / 13:00 / tra 2 anni

Banche, non si ferma crescita sofferenze, bene nuovi impieghi- Abi

ROMA, 14 luglio (Reuters) - Non si arresta la crescita delle sofferenze delle banche italiane secondo i dati dell‘ultimo rapporto Abi, con un ammontare lordo che a maggio ha superato 193,7 miliardi al 10,1% degli impieghi.

Rispetto all‘inizio della crisi, dal 2008 è raddoppiato il numero complessivo dei clienti (imprese e famiglie) che fatica ad onorare il proprio debito bancario: a marzo scorso, ultimo dato disponibile, il totale era poco meno di 1,2 milioni.

Salgono anche le sofferenze nette, a 83,4 miliardi dagli 82,3 miliardi di aprile, al 4,62% sugli impieghi.

Il governo ha varato a fine giugno, per decreto, misure per accelerare il recupero delle garanzie su queste posizioni deteriorate e per consentire l‘ammortamento fiscale delle svalutazioni nell‘anno in cui il credito è rettificato.

Le maggiori certezze sulle garanzie e sulle procedure concorsuali “creano incentivo per avvicinare le valutazioni e favoriscono cessioni di sofferenze”, ha detto il vice direttore generale dell‘Abi Gianfranco Torriero nel corso di una conference call.

L‘intervento fiscale sulle rettifiche può favorire nuovo credito, ha spiegato Torriero, in un momento in cui il trend sugli impieghi sta migliorando.

AUMENTANO NUOVE EROGAZIONI, TASSI AI MINIMI

Lo stock dei finanziamenti a famiglie e imprese ha presentato a giugno una variazione di -0,1% su base annua, azzerando quasi del tutto la decrescita.

Si tratta del miglior risultato da aprile 2012, quando gli impieghi erano saliti dell‘1%. Il mese successivo era iniziata la decrescita, mai interrotta, con un picco del -4,5% nel novembre del 2013.

Continua intanto l‘aumento delle nuove erogazioni: nei primi cinque mesi i finanziamenti alle imprese sono saliti dell‘11,6% annuo, i mutui casa del 64,4% e il credito al consumo dell‘11%.

Calano sempre a minimi storici i tassi sui prestiti. A giugno il tasso medio è stato del 3,42%, era 6,18% prima della crisi. Il tasso medio per l‘acquisto di nuove case è al 2,75 in giugno dal 2,65% di maggio: il incremento riflette un effetto di ricomposizione a favore del più costoso tasso fisso.

“Quasi i due terzi delle nuove erogazioni sono a tasso fisso”, ha detto Torriero.

Non cambia il trend per la raccolta. Quella a medio-lungo termine scende, a giugno del -14,8% annuo e quella da depositi sale, del 3,9%. Il dato complessivo è un calo annuo assoluto di circa 23,4 miliardi pari a -1,4%.

(Stefano Bernabei)

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