12 luglio 2015 / 11:09 / 2 anni fa

SINTESI-Vertice Eurozona punta a tenere Grecia nell'euro

BRUXELLES, 12 luglio (Reuters) - I leader dell'Eurozona oggi cercheranno sino alla fine di tenere la Grecia nell'euro, dopo che il presidente dell'Ue ha cancellato il previsto vertice a 28 che sarebbe stato necessario in caso di 'Grexit'.

In cambio, al primo ministro greco Alexis Tsipras verrà chiesto che il Parlamento adotti da domani misure chiave per ripristinare la fiducia venuta meno nei 18 partner dell'eurozona, passo necessario perché Atene ottenga un terzo bailout, dicono i ministri.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato la cancellazione del vertice dei capi di stato e di governo Ue, dicendo che il summit dell'Eurozona inizierà alle 16 italiane e "durerà finché avremo concluso i colloqui sulla Grecia".

I ministri finanziari dell'Eurogruppo stamani hanno ripreso la riunione, sospesa nella notte dopo nove ore di aspro dibattito sulla concessione di un altro prestito triennale alla Grecia sulla base delle proposte di riforma che Tsipras ha accettato dopo una lunga resistenza.

Diversi Paesi hanno sostenuto un documento del governo tedesco che raccomanda l'uscita della Grecia per cinque anni dall'euro se non accetta da subito condizioni più dure, in particolare bloccando asset statali da privatizzare in un trust indipendente per ripagare i debiti.

Il dibattito si è fatto così acceso che il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha deciso di aggiornare la riunione a mezzanotte e di riprendere i colloqui stamani alle 11.

"Il maggior ostacolo a un accordo è la carenza di fiducia", ha sottolineato stamattina il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlando coi giornalisti. "Vorrei vedere il Parlamento greco adottare azioni concrete da domani per implementare le riforme".

I ministri si sono trovati d'accordo in linea di principio sul cercare di alleggerire il peso del debito greco fermandosi però prima di un "taglio", a patto che Atene prima implementi riforme chiave in materia di tassazione, pensioni, mercato del lavoro e pubblica amministrazione.

GRECI SI SENTONO UMILIATI

Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha spento le speranze dei greci che oggi potesse arrivare un accordo per avviare i negoziati sul salvataggio.

"Credo sia molto improbabile che la Commissione europea ottenga un mandato per avviare negoziati formali riguardo a un terzo programma o programma Esm oggi", ha spiegato riferendosi allo European Stability Mechanism.

Una bozza di comunicato discussa ieri sera dall'Eurogruppo e vista da Reuters contiene una serie di impegni aggiuntivi che la Grecia dovrebbe assumersi solo per avviare i colloqui.

Il neoministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos non si è espresso pubblicamente, ma la reazione dei parlamentari di Syriza, che devono ancora digerire il via libera del Parlamento di Atene alle misure di austerità a cui il partito di sinistra radicale di Tsipras si opponeva, è stata furiosa.

"Quello che sta accadendo, è che si vuole umiliare la Grecia e i greci o rovesciare il governo Tsipras", ha detto a Mega TV Dimitrios Papadimoulis, parlamentare di Syriza.

Il premier Matteo Renzi oggi dirà alla Germania che l'accordo con la Grecia va fatto e che non si può umiliare un paese che ha capitolato, come scrive il quotidiano Il Messaggero e come ha confermato a Reuters una fonte governativa.

Con le banche chiuse da due settimane, i prelievi ai bancomat razionati e l'economia sull'orlo del baratro, alcuni greci per le strade di Atene hanno espresso la loro rabbia contro la cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble.

"La sola cosa di cui mi preoccupo è di non venire umiliato da Schaeuble e dal resto di loro", ha commentato Panagiotis Trikokglou, impiegato 44enne.

La Grecia ha già avuto due prestiti per un ammontare di 240 miliardi di euro dai Paesi dell'Eurozona e dal Fondo monetario internazionale, ma ha perso un quarto del Pil dall'inizio della crisi, la disoccupazione è oltre il 25% e un giovane su due non lavora.

Il mese scorso non ha ripagato un prestito dell'Fmi e rischia la bancarotta se non potrà rimborsare uan rata alla Banca centrale europea il 20 luglio, cosa che costringerebbe la Bce a tagliare i finanziamenti di emergenza alle banche greche.

(Paul Taylor e Robert-Jan Bartunek)

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