18 maggio 2015 / 14:38 / 2 anni fa

PUNTO 2-Pensioni, via libera governo a "bonus" da 2,18 miliardi

* Una tantum andrà il primo agostoa 3,7 milioni di pensionati

* A copertura del provvedimento il “tesoretto” del Def

* Rivalutazione permanente degli assegni fino a 3200 euro dal 2016 (aggiorna con reazione sindacati, dettagli)

di Roberto Landucci

ROMA, 18 maggio (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha varato oggi un decreto legge che stanzia 2,18 miliardi di euro per pagare il primo agosto a poco meno di 4 milioni di pensionati un risarcimento una tantum per il blocco delle indicizzazioni degli assegni nel 2012 e 2013, ritenuto illegittimo dalla Corte costituzionale. Lo ha detto oggi al termine del cdm il premier Matteo Renzi.

Il decreto prevede inoltre che da giugno tutte le pensioni siano versate il primo giorno del mese.

Per pagare il bonus, come lo ha definito Renzi, il governo attingerà alla ”parentesi rosa contenuta del Def 2015’; lo 0,1% del Pil, pari a circa 1,6 miliardi, risultante dalla differenza tra deficit tendenziale (2,5%) e programmatico (2,6%).

Beneficeranno del bonus 3,7 milioni di anziani con una pensione compresa tra circa 1.400 e 3.200 euro lordi al mese, secondo un meccanismo a scalare in modo da rispettare il principio di progressività sottolineato dalla Consulta, ha detto il premier.

Restano fuori da questa platea circa 670.000 persone, le cui pensioni superano di sei volte il minimo.

Renzi ha anche annunciato un effetto trascinamento del bonus sul 2016, quando ci saranno nuove indicizzazioni delle pensioni sempre fino a 3.200 euro lordi.

Ma il ministro dell‘Economia ha precisato che il cosiddetto “tesoretto” coprirà solo il bonus: “Lo stock cioè gli arretrati saranno pagati con la differenza tra tendenziale e programmatico, il flusso attraverso la programmazione dei flussi”, ha detto al termine della conferenza stampa.

I sindacati hanno reagito negativamente. Cisl e Uil accusano il governo di non rispettare la sentenza della Corte, perché l‘una tantum è molto inferiore alle indicizzazioni perse dal 2012. Associazioni di consumatori hanno annunciato nuove cause legali contro il provvedimento.

Padoan ha detto che il rimborso totale avrebbe portato il deficit al 3,6% del Pil, al di fuori dei limiti Ue, mentre il provvedimento odierno non sovverte i saldi di finanza pubblica per il 2015 e l‘Italia potrà proseguire il suo percorso di risanamento avvalendosi della clausola europea delle riforme.

IL PREMIER: “RIMEDIAMO AI DANNI DI CHI ORA CI CRITICA”

In dettaglio Renzi ha detto che i pensionati che prendono un assegno di 1.700 euro lordi riceverannno all‘inizio di agosto un bonus di 750 euro, quelli con assegno di 2.200 euro lordi un bonus di 450 euro e quelli con 2.700 euro lordi un bonus di 268 euro.

Le stesse fasce beneficeranno di una re-indicizzazione dal 2016, anche in questo caso con livelli differenziati. A 1.700 euro lordi di pensione si avrà una rivalutazione di 180 euro l‘anno; a 2.200 euro di 99 e a 2.700 di pensione 60 euro l‘anno.

La Corte costituzionale, con una sentenza pubblicata il 30 aprile scorso, ha bocciato il mancato adeguamento all‘inflazione per gli assegni pensionistici superiori a tre volte il minimo, nel biennio 2012-2013. Il blocco era stato introdotto dal governo Monti a fine 2011, con il decreto Salva Italia, approvato poi in Parlamento da un arco di forze che andava dal Pd alla Lega e a Forza Italia.

La polemica politica su questo tema sensibile è forte a meno di due settimane dalle elezioni Regionali. Fi e Lega Nord accusano il governo di eccessiva timidezza nei rimborsi.

“E’ il colmo che chi ha votato quella norma oggi venga da noi a dire che bisogna restituire tutto. Noi rimediamo ai danni fatti da loro”, ha risposto oggi il premier.

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