RPT-Prysmian, debito 2015 visto a circa 700 mln, ottimista su guidance Ebitda-Cfo

lunedì 18 maggio 2015 12:09
 

(Modifica story number, aggancia storia a snap)

MILANO, 18 maggio (Reuters) - Prysmian prevede di chiudere il 2015 con un indebitamento finanziario netto attorno ai 700 milioni di euro ed è ottimista sull'andamento del business nella parte restante dell'anno, tanto che l'Ebitda adjusted potrebbe attestarsi nella parte alta della guidance.

E' quanto emerso da un incontro con la stampa del direttore finanziario, Pier Francesco Facchini.

Reduce da un primo trimestre oltre le attese e da una serie di miglioramenti di rating e target price da parte dei broker, Prysmian sta macinando buone performance borsistiche: dal 6 maggio, giorno antecedente alla pubblicazione dei conti, infatti, ha guadagnato il 14% circa, tornando sui livelli dell'ottobre 2007.

E i mesi restanti dovrebbero ribadire la tendenza positiva del business registrata nel primo trimestre. "Aprile e maggio stanno confermando il trend", dice Facchini. "Continuiamo a generare tanta cassa. L'obiettivo di free cash flow per quest'anno è fissato a 200 milioni; in prospettiva dobbiamo arrivare a 300 milioni".

Generazione di cassa si traduce in riduzione dell'indebitamento, già inferiore alle attese degli analisti a fine marzo (1,085 miliardi). "Il target della posizione finanziaria netta a fine anno è attorno ai 700 milioni", anticipa Facchini. In pratica, sulla base della guidance fornita dieci giorni fa e al netto dell'impatto del progetto Western Link (WL), Prysmian a fine anno dovrebbe avere un indebitamento pari a circa una volta l'Ebitda adjusted, per cui è stato indicato un range di 560-610 milioni, a cui vanno aggiunti 50 milioni se si esclude WL.

Una situazione finanziaria che apre le porte a un deal di M&A di dimensioni significative? Il Cfo non sfugge alla domanda sulle voci riguardanti General Cable : "Il dossier non è mai arrivato sul tavolo del Cda. E' vero che vari adviser finanziari ci presentano idee, che valutiamo. Ma non c'è nulla di concreto. Abbiamo una chiarissima priorità sui fronti interni", prosegue il manager, "ovvero rafforzare i settori ad alto valore aggiunto, cavalcare i timidi segnali di ripresa dei segmenti del basso di gamma, razionalizzare l'assetto industriale".

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