Derivati, auspicata disclosure da Mef calcolo mark to market-Pisauro

martedì 12 maggio 2015 15:36
 

ROMA, 12 maggio (Reuters) - L'ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che monitora i conti pubblici, auspica che in futuro il Tesoro renda pubbliche, in rapporti semestrali, informazioni dettagliate per valutare nell'insieme il profilo di rischio dei derivati.

Lo ha detto oggi il presidente dell'Upb, Giuseppe Pisauro, in un'audizione davanti alla commissione Finanze della Camera.

A fine 2014 i contratti su derivati in portafoglio alla Repubblica italiana hanno accumulato un mark to market (Mtm) negativo per 42,6 miliardi. Questo significa che il Tesoro avrebbe dovuto versare alle controparti 42,6 miliardi nel caso ipotetico di chiusura simultanea di tutti i derivati al 31 dicembre dello scorso anno.

Pisauro ha detto che il Tesoro potrebbe divulgare gli elementi necessari per calcolare il loro valore attuale di mercato, pur rispettando le esigenze di riservatezza per singolo contratto.

"Per chi guarda agli equilibri di finanza pubblica, il valore atteso di un pagamento di 42 miliardi è il risultato di infiniti profili di pagamenti futuri; al limite può essere il risultato di 42 miliardi da pagare con certezza domani o può essere il risultato di 100 miliardi da pagare tra 10 anni".

"Questa informazione è cruciale; quello che secondo me dovrebbe essere richiesto [al Tesoro] è, almeno a livello aggregato, il valore mark to market dei derivati, l'entità dei pagamenti netti impliciti ad esso sottostanti e le associate probabilità per ciascuno dei semestri successi. Quindi, quali sono gli elementi che oggi portano a calcolare 42 miliardi di mark to market, ovvero di quali flussi attesi scontati sono il risultato", ha detto.

"Questo ci renderebbe certi che il pagamento atteso nel 2016 è pari ad una certa cifra", ha aggiunto.

Il Tesoro ha detto di avere cambiato strategia sull'uso dei derivati e, dopo anni di polemiche e sospetti, di voler gradualmente ristrutturare o chiudere alcune posizioni rivelatesi troppo costose con il forte ribasso dei tassi di interesse.

I derivati hanno aumentanto la spesa pubblica di 12,7 miliardi tra 2011 e 2014, 16,95 miliardi considerando anche gli aggiustamenti contabili che incidono sul debito.   Continua...